Morti di botulismo: la potenza di un veleno e l’assenza di antidoto

09.08.2025 07:25
Morti di botulismo: la potenza di un veleno e l'assenza di antidoto

Allerta botulismo: un veleno letale associato a recenti focolai in Italia

Roma, 9 agosto 2025 – La tossina botulinica è considerata un veleno potentissimo, custodito nella scorta nazionale di antidoti e farmaci del ministero della Salute per affrontare situazioni di terrorismo. Questa informazione rende l’idea della sua pericolosità. Sebbene possa essere impiegata per scopi estetici, ci sono stati casi di intossicazione causati da dosi errate di botox. Il professor Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell’IRCCS Maugeri Pavia, è attualmente impegnato nella gestione di focolai di botulismo che hanno colpito prima la Sardegna e successivamente la Calabria. “Si tratta di due cluster distinti riguardanti alimenti diversi, che, sebbene vicini temporalmente, non possono essere considerati connessi”, ha precisato il professore, esperto nello studio dei veleni. La conferma che le morti e le intossicazioni siano attribuibili alla micidiale tossina arriverà solo con gli esami di laboratorio, ma secondo Fabrizio Anniballi, responsabile del Centro nazionale di riferimento per il botulismo dell’Iss, “il quadro clinico descritto è compatibile”, riporta Attuale.

Il botulino è un microrganismo ambientale che può contaminare vari alimenti – ha chiarito l’esperto dell’Iss. La problematica inizia quando questo microrganismo, che di solito esiste sotto forma di spore innocue, trova le condizioni ideali per svilupparsi e produrre tossina. Il quadro clinico rivela disturbi che interessano i nervi dei muscoli facciali: i segni più comuni sono lo sdoppiamento della visione, la difficoltà a mantenere aperte le palpebre e la dilatazione delle pupille. La malattia progredisce rapidamente con difficoltà di deglutizione, secchezza della bocca e difficoltà nel parlare, fino a gravi insufficienze respiratorie, coma e morte. In Italia si registrano circa una trentina di intossicazioni all’anno, con un tasso di letalità del 3%, in linea con la media dei paesi occidentali.

Ma quale intossicazione alimentare è la più pericolosa? “Il botulismo – risponde Anniballi – ha un numero di casi molto inferiore rispetto alla listeriosi, che può non manifestarsi in soggetti sani, ma diventare fatale per le persone vulnerabili come anziani e bambini. Al contrario, il botulismo può essere letale anche per una persona sanissima e giovane che ingerisce una quantità letale di tossina in relazione al suo peso”.

“Le conserve fatte in casa” sono altamente pericolose – ammonisce Locatelli, che raccomanda di prestare attenzione anche alle conserve industriali, per le quali non esiste garanzia assoluta di sicurezza. Sul sito del Centro, è disponibile un vademecum con tutte le procedure per la preparazione corretta delle conserve, che non possono essere lasciate all’improvvisazione. Anniballi indica i cibi da monitorare: “I più pericolosi in Italia sono funghi sott’olio, cime di rapa e olive.”

Qual è il decorso della malattia? “Tra l’assunzione del cibo e l’intossicazione possono passare giorni” – spiega il professor Locatelli, evidenziando i recenti casi in Campania, dove turisti erano stati in Calabria. Purtroppo, il botulismo è una condizione grave, potenzialmente letale, che richiede un trattamento intensivo in rianimazione, utilizzando un antidoto speciale non sempre facilmente reperibile. Attualmente, il ministero della Salute ha disposto una rapida risposta a Cosenza. È fondamentale diagnosticare l’intossicazione in modo tempestivo attraverso analisi specifiche. L’antidoto consiste in anticorpi, che neutralizzano la tossina nel sangue, evitando che questa venga assorbita dalle cellule del sistema nervoso centrale.

“Questo trattamento – chiarisce Locatelli – non può essere somministrato preventivamente; è necessaria una diagnosi chiara e conclamata, non in caso di intossicazioni lievi, dato che anche questi antidoti comportano rischi clinici, come possibili shock anafilattici.”

In Italia si trattano ogni anno circa 30-40 casi, generalmente dovuti a pasti e conserve preparati in casa – osserva Locatelli. Sebbene possano verificarsi intossicazioni provocate da prodotti industriali, ciò è raro poiché esistono procedure di sicurezza rigorose. Tuttavia, la certezza assoluta non può mai essere garantita.

Il botulismo rappresenta una preoccupazione per l’Italia? “Si, abbiamo una grande tradizione conserviera”, analizza Anniballi, “e consumiamo più di questi prodotti. Tuttavia, il nostro paese possiede anche una solida tradizione medica e i casi vengono diagnosticati con maggiore attenzione. Questo contribuisce ad una maggiore registrazione delle statistiche.”

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