Morti per lavoro in Israele: 40 mila palestinesi oltrepassano il Muro ogni mese

01.10.2025 07:45
Morti per lavoro in Israele: 40 mila palestinesi oltrepassano il Muro ogni mese

Il dramma degli operai palestinesi: morti e precarietà oltre il Muro

Il 27 febbraio, Nizar, un operaio palestinese, è stato ucciso dalla polizia israeliana mentre tentava di oltrepassare il Muro, lasciando tre figli orfani. Questi tragici eventi evidenziano la precarietà e il rischio che corrono i lavoratori palestinesi, costretti a cercare lavoro in Israele senza alcuna protezione legale, riporta Attuale.

Dal 7 ottobre, con la riduzione dei permessi di lavoro, si stima che circa quarantamila palestinesi al mese entrino illegalmente in Israele, affrontando enormi pericoli nel tentativo di guadagnarsi da vivere. Pagati in contanti e senza tutele, questi “schiavi invisibili” sono diventati indispensabili per un sistema economico israeliano in crisi, con un crollo del 95% nell’industria edilizia residenziale nel primo anno dopo il conflitto.

Wael, un lavoratore intervistato al bar del quartiere siriano di Gerusalemme Est, racconta come ogni notte centinaia di operai tentino di oltrepassare il confine. Nonostante le difficoltà, questi lavoratori si avventurano nel tentativo di guadagnare somme che permettano loro di sopravvivere, esponendosi a violenze e rischi mortali. Almeno due punti del Muro sono noti per le passaggi illegali, ma la vita è diventata un’eterna sfida per questi uomini e le loro famiglie.

Secondo Guy Hetzrony, CEO della Camera di commercio israeliano-palestinese, la situazione attuale non è sostenibile. Con la chiusura dei canali ufficiali di lavoro, i palestinesi si ritrovano a dover ricorrere a vie illecite, aggravando una situazione già critica. L’Autorità Palestinese, in stato di default, fatica a mantenere i servizi essenziali, e la disoccupazione nella Cisgiordania ha superato il 30%.

Nonostante ciò, la vita continua con resilienza. Mohamed, un ex guida turistica, si è reinventato come installatore di infissi di alluminio in Israele, sognando un matrimonio imminente. La speranza di un futuro migliore si mescola alla paura e all’incertezza, non distante dalla assurdità di dover affrontare il Muro per un semplice lavoro, in un contesto di conflitto e disuguaglianza.

1 Comment

  1. Incredibile che nel 2023 ci siano persone costrette a vivere in simili situazioni di precarietà. Queste storie fanno male al cuore… E pensare che in Europa si discute di diritti e lavoro, mentre qui si fa fatica a sopravvivere. Nonostante tutto, la resilienza è ammirevole, ma la situazione è insostenibile.

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