Morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e ex parlamentare per nove legislature

19.03.2026 21:15
Morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e ex parlamentare per nove legislature

Umberto Bossi, fondatore della Lega e figura di spicco della politica italiana, è morto oggi, 19 marzo 2025, all’età di 84 anni presso l’ospedale Circolo di Varese, come riportano l’agenzia Agi e fonti parlamentari qualificate. Le sue condizioni di salute erano peggiorate rapidamente, un fatto anticipato dal Giornale. Parlamentare per nove legislature, Bossi ha continuato a dedicarsi attivamente alla politica anche negli ultimi anni, nonostante il deterioramento della sua salute. In dissenso con la linea del partito guidato da Matteo Salvini, aveva creato il Comitato del Nord, riunendo alcuni dei fondatori storici della Lega. Alle elezioni europee del 2024, aveva annunciato il suo voto per Forza Italia, dove si candidava l’amico Marco Reguzzoni, già parlamentare leghista, riporta Attuale.

Nato nel 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, Bossi ha avuto un percorso di vita piuttosto variegato prima di diventare il “Senatur”. Si è cimentato in vari lavori e ha frequentato la facoltà di Medicina a Pavia senza però completarli. La sua carriera politica è iniziata con l’iscrizione al PCI di Samarate nel 1975, ma il vero cambiamento è avvenuto nel 1979 grazie all’incontro con Bruno Salvadori, leader dell’Unione Valdôtaine. Insieme a Roberto Maroni, Bossi ha dato vita al giornale Nord Ovest e ha avviato esperienze editoriali che hanno portato, il 12 aprile 1984, alla nascita della Lega Autonomista Lombarda. Nel 1986 il partito è diventato Lega Lombarda e l’anno successivo Bossi entra in Parlamento. Con la nascita della Lega Nord nel 1989, che riuniva diversi movimenti autonomisti del Settentrione, il Carroccio ha visto un’impennata di consensi, raggiungendo l’8,2% alle Politiche del 1992.

L’alleanza con Berlusconi, la secessione padana e l’ictus

Il suo rapporto con Silvio Berlusconi ha segnato profondamente la sua carriera politica. Nel 1994, la Lega entra nel primo governo di centrodestra, ma l’alleanza dura solo sei mesi. Bossi vota la sfiducia e Berlusconi reagisce promettendo di non sedersi mai più con lui. Nel 1996, Bossi si presenta da solo, puntando sulla secessione della Padania e guadagna il 10% dei consensi. Nel 2000, torna nuovamente a collaborare con Berlusconi, diventando ministro delle Riforme e lavorando alla devolution, approvata nel 2005 ma bocciata al referendum. La sua vita cambia drasticamente dopo un ictus nel 2004, che provoca una crisi cardiaca e conseguenti limitazioni alla sua capacità di lavoro. Nel 2008, torna ministro con il quarto governo Berlusconi, avvisando che senza riforme ci sarebbero state conseguenze gravi.

Gli ultimi anni: lo scandalo dei fondi e la resa dei conti con Salvini

Nel 2012, uno scandalo coinvolge Bossi e la sua famiglia, rivelando un uso inappropriato di oltre mezzo milione di euro di fondi del partito per spese personali. Di fronte a questa crisi, Bossi si dimette da segretario, dichiarando di farlo per il bene del movimento. Nel 2017, è condannato in primo grado a due anni e tre mesi per appropriazione indebita, insieme al figlio Renzo e all’ex tesoriere Francesco Belsito. Dopo un anno di assenza dalla scena, sfida Salvini alle primarie, ma viene battuto con un divario schiacciante. Da quel momento, diventa critico nei confronti della nuova direzione nazionalista del partito, affermando che la Lega è nata per la libertà del Nord e non dovrà trasformarsi in un’altra cosa. Rieletto deputato nell’ottobre 2022, poco dopo è ricoverato per un’ulcera gastrica, ma continua il suo impegno fondando il Comitato del Nord in contrapposizione a Salvini e annunciando il voto per Forza Italia nelle Europee del 2024.

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