Omicidio del militante di estrema destra a Lione scatena polemiche politiche
Il 12 febbraio, a Lione, Quentin Deranque, un giovane militante di estrema destra di 23 anni, è stato aggredito da un gruppo di militanti di estrema sinistra, portando alla sua morte due giorni dopo in ospedale. In Francia, le tensioni politiche si intensificano, con molti che accusano La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon di aver alimentato un clima di odio, riporta Attuale.
Deranque, che era membro del gruppo neofascista Allobroges Bourgoin e di recente convertito al cattolicesimo tradizionalista, era intervenuto per supportare il collettivo femminile nazionalista Némésis, in protesta contro una conferenza dell’eurodeputata LFI Rima Hassan, mostrando uno striscione contro l’islamismo nelle università. Questo episodio ha innescato un attacco violento in cui Deranque è stato colpito ripetutamente, causando un’emorragia cerebrale fatale.
Le indagini sono attualmente in corso e tra i sospettati figura Jacques-Elie Favrot, collaboratore del deputato LFI Raphaël Arnault. Di seguito all’aggressione, la presidente dell’Assemblea nazionale Yaël Braun-Pivet ha annunciato la sospensione di Favrot dall’accesso all’aula per il suo coinvolgimento potenziale nell’incidente.
Il clima politico in Francia si è inasprito notevolmente negli ultimi mesi, influenzato dal contesto internazionale, specialmente dalla situazione a Gaza. La LFI ha preso una chiara posizione a favore della causa palestinese e ha sollevato polemiche per il suo atteggiamento ambiguo nei confronti del terrorismo, con critiche tardive rispetto agli attacchi avvenuti il 7 ottobre.
Le dinamiche di questo episodio richiamano l’attenzione sulla crescente radicalizzazione nei discorsi pubblici e sull’inetterazione tra i gruppi politici estremi. Serve a porre in evidenza le responsabilità dei leader politici nell’incitare violenza e discordia, come denunciato dal eurodeputato Raphaël Glucksmann, che ha escluso la possibilità di un’alleanza con la LFI in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2027.
Il caso ha portato alla luce anche le relazioni tra la LFI e il gruppo Jeune Garde Antifasciste, recentemente sciolto, suggerendo complicate connessioni tra diversi gruppi all’interno della sinistra radicale. Favrot ha negato ufficialmente ogni responsabilità, promettendo di citare in giudizio chiunque lo accusi di essere coinvolto nella morte di Deranque.
Con il continuo aumento della violenza politica in Francia, analisti e politici temono che questo episodio possa segnare un’ulteriore escalation nel conflitto tra le opposte fazioni politiche, rendendo necessaria una riflessione seria sulla situazione attuale nel Paese.