Morto David Riondino, cantautore e intellettuale fiorentino, all’età di 73 anni

29.03.2026 11:55
Morto David Riondino, cantautore e intellettuale fiorentino, all'età di 73 anni

Firenze, 29 marzo 2026 – È morto nelle prime ore della giornata di oggi, domenica 29 marzo, David Riondino, cantautore, attore, regista e scrittore nato a Firenze nel 1952. L’annuncio è stato dato su Facebook dall’amica Chiara Rapaccini, artista e illustratrice, che lo ricorda postando una foto e scrivendo: “David aveva fondato a Firenze un gruppo rock che si chiamava ‘Victor Jara‘ (cantautore cileno assassinato, sostenitore di Allende). Eravamo tutti ‘compagni’, allora, di vita e politica. Cantavamo e suonavamo nelle case del popolo, alle feste dell’unità. David era il nostro capo visionario. Visionari lo eravamo un po’ tutti. Lo erano anche Sergio Staino e Bruna sua moglie. Ieri alla manifestazione di Roma, erano tutti visionari, questo ho pensato. Ehi David, ma che facciamo Senza te? Che facciamo?”, riporta Attuale.

Il lavoro alla Biblioteca Nazionale di Firenze

Nato a Firenze il 10 giugno 1952, figlio di un maestro esponente dell’avanguardia educativa e amico di Giorgio La Pira, Riondino aveva forgiato la sua sterminata cultura tra gli scaffali della Biblioteca Nazionale di Firenze, dove lavorò come bibliotecario per dieci anni, dal 1970 al 1980. È proprio in quel “tempo sospeso” tra i libri che nasce la sua urgenza narrativa, la capacità di catalogare l’immaginario per poi restituirlo in forma di spettacolo.

Il debutto musicale

Il suo debutto musicale avviene nel clima dei collettivi fiorentini (Victor Jara) negli anni Settanta, ma è il 1979 l’anno della svolta: ha l’occasione unica di aprire i concerti dello storico tour di Fabrizio De André con la PFM. Da quel momento, la sua carriera diventa una “girandola di immagini”.

Il successo di Maracaibo

Nel 1981 firma il successo generazionale Maracaibo (interpretata da Lu Colombo), ma non si lascia mai imprigionare dal successo commerciale, preferendo esplorare personaggi stralunati come João Mesquinho. Il suo contributo più alto alla cultura italiana resta però il recupero dell’Ottava Rima e della letteratura orale.

I classici nelle piazze

Con la fondazione dell’Accademia dell’Ottava nel 2006, Riondino ha riportato i classici nelle piazze, dimostrando che l’Ariosto, il Boccaccio e Dante sono materia viva. Le sue ultime riflessioni sull’Orlando Furioso, condotte tra il 2025 e l’inizio del 2026, evidenziavano ancora una volta la sua capacità di leggere l’attualità — dai conflitti di genere alla modernità delle “Ferrari” — attraverso la lente dell’epica cavalleresca.

Abbecedario pallonaro

Negli ultimi mesi della sua vita, Riondino era rimasto un osservatore acuto e generoso. Nel febbraio 2026 aveva partecipato al lancio dell’Abbecedario pallonaro, trasformando il calcio dei tempi andati in una serie di racconti “realistici e magici”. Pochi giorni fa, quasi come un testamento spirituale, era tornato con una nuova versione de L’Uomo d’Oro, un editoriale musicale in forma di “ripetizione sciamanica” che invitava alla riflessione su ciò che stava accadendo nel mondo.

La truffa subita

Anche di fronte alle sventure personali, come la sofisticata truffa informatica subita nel tardo 2024, Riondino non aveva perso il piglio critico, descrivendo il suo truffatore come un “attore inappuntabile” che aveva studiato un copione perfetto.

Con la sua scomparsa, proprio mentre i cinema programmavano proiezioni speciali in suo omaggio, l’Italia perde un intellettuale che, come amava dire lui stesso, “se la cantava e se la suonava”, ricordandoci che la cultura è, prima di tutto, un atto di partecipazione fisica e civile.

I funerali

I funerali saranno celebrati martedì alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.

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