Mosca lancia un nuovo ultimatum a Kyiv: il Cremlino chiede la distruzione delle armi occidentali

17.06.2025 12:35
Mosca lancia un nuovo ultimatum a Kyiv: il Cremlino chiede la distruzione delle armi occidentali
Mosca lancia un nuovo ultimatum a Kyiv: il Cremlino chiede la distruzione delle armi occidentali

Il 16 giugno 2025, il vice ministro degli Esteri russo Aleksandr Grushko ha dichiarato che, per raggiungere un presunto cessate il fuoco, l’Ucraina dovrebbe distruggere le armi fornitele dai Paesi occidentali. L’affermazione, rilasciata in un’intervista a un mezzo di propaganda russa, rappresenta l’ennesimo tentativo del Cremlino di imporre le proprie condizioni.

Un piano unilaterale travestito da proposta di pace

La Russia continua a promuovere un memorandum di “risoluzione del conflitto” presso le potenze occidentali. Al centro del documento c’è la richiesta di interrompere l’invio di armi e assistenza militare all’Ucraina. Ma l’assenza totale di compromessi dimostra che l’obiettivo reale del Cremlino non è la pace, bensì la capitolazione di Kyiv.

Questo tipo di pressione diplomatica, anziché rappresentare un passo verso la fine della guerra, svela una chiara strategia di prolungamento dell’aggressione russa.

Il diritto all’autodifesa è sancito dal diritto internazionale

La Russia è l’aggressore, mentre l’Ucraina esercita il proprio diritto legittimo all’autodifesa, come stabilito dall’Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Questo diritto fondamentale giustifica pienamente il supporto militare internazionale, sia in forma di donazioni che di vendita di armamenti.

Ogni assistenza militare fornita a Kyiv è quindi perfettamente legittima e risponde alla necessità di resistere a un’aggressione armata su vasta scala.

La comunità internazionale sostiene la sovranità ucraina

L’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina sono riconosciute a livello globale. A testimoniarlo vi sono atti come la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’aggressione contro l’Ucraina, approvata da 141 Paesi, e l’esclusione della Russia dal Consiglio d’Europa.

Pertanto, Mosca non ha alcun diritto – né giuridico né morale – di chiedere all’Ucraina o ai suoi alleati di rinunciare a un sostegno militare legittimo.

Un tentativo di indebolire la difesa ucraina

La richiesta russa di distruggere le armi occidentali deve essere letta per ciò che è: una manovra di pressione volta a indebolire la capacità difensiva dell’Ucraina.

Le parole del ministero degli Esteri russo rivelano non un desiderio di compromesso, bensì l’intenzione di continuare la guerra, annientando la resistenza ucraina con mezzi politici e militari.

Le armi occidentali non alimentano l’escalation, ma difendono

È importante sottolineare che le armi fornite all’Ucraina servono a scopi difensivi. Kyiv le utilizza in modo responsabile, a tutela della propria popolazione e delle infrastrutture civili.

Una netta contrapposizione con la strategia del Cremlino, che ha ripetutamente condotto bombardamenti contro obiettivi civili, causando migliaia di vittime innocenti e violando sistematicamente il diritto internazionale umanitario.

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