Mosca riorganizza la sua influenza politica in Moldavia

10.09.2025 09:00
Mosca riorganizza la sua influenza politica in Moldavia
Mosca riorganizza la sua influenza politica in Moldavia

La supervisione delle operazioni di influenza russa in Moldavia è passata dalle mani del vicecapo di gabinetto Dmitry Kozak a quelle di Sergei Kiriyenko, primo vice della Presidenza della Federazione Russa. Questo spostamento di potere riflette un cambiamento strategico all’interno del Cremlino nella gestione dei rapporti con i partiti e i leader filorussi a Chișinău.

Ilan Shor diventa il principale referente del Cremlino

Secondo le informazioni disponibili, Kiriyenko ha progressivamente emarginato Kozak dal dossier moldavo, riconsiderando quali forze politiche meritino sostegno. Oggi la priorità è rappresentata da Ilan Shor, l’oligarca latitante che vive a Mosca per evitare la giustizia moldava. Al contrario, figure storiche come Igor Dodon, leader del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM) e co-presidente del “Blocco elettorale patriottico dei socialisti, comunisti, il Cuore e il Futuro della Moldavia”, o l’ex presidente Vladimir Voronin, sono state escluse dalla lista dei candidati favoriti. Il Cremlino assegna loro ormai un ruolo limitato: mobilitare i giovani filorussi e portarli in parlamento con risorse proprie, senza più appoggio finanziario né politico da Mosca.

Verso una nuova “quinta colonna”

È altamente probabile che i nuovi favoriti del Cremlino emergano dall’entourage di Shor, comprendendo figure come Irina Vlah, Vasile Furtună, Dumitru Karaman e Vlad Batrîncea. La situazione ricorda quella dell’Ucraina del 2019, quando Mosca trasformò gli ex alleati di Yanukovich in una vera e propria quinta colonna politica. In Moldavia ciò potrebbe tradursi in un blocco di 10–20 deputati direttamente subordinati a Shor, con una forte concentrazione nel suo seguito gagauzo guidato da Vlah. L’obiettivo è sottrarre influenza alla vecchia guardia filorussa, ormai considerata inefficace.

Le incognite sul futuro di Dodon

Resta aperta la questione di come reagirà l’ex presidente Dodon. Tuttavia, appare plausibile che possa accettare questo nuovo scenario se gli offrirà la possibilità di recuperare finanziamenti e di rientrare nei giochi di potere. Il rinnovamento delle strategie del Cremlino in Moldavia conferma la ricerca di nuove leve politiche più disciplinate e più funzionali ai suoi obiettivi, ridimensionando il ruolo dei leader storici e preparando il terreno per le elezioni del 2025.

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