Mosca usa TikTok per influenzare i giovani tedeschi: il sistema di propaganda si sposta sui social

13.02.2026 17:20
Mosca usa TikTok per influenzare i giovani tedeschi: il sistema di propaganda si sposta sui social
Mosca usa TikTok per influenzare i giovani tedeschi: il sistema di propaganda si sposta sui social

Ricerca lituana svela l’offensiva russa su TikTok

Una ricerca condotta dalla società analitica lituana “Repsense” ha rivelato una crescita significativa della presenza di narrazioni filorusse nel segmento di lingua tedesca di TikTok. Lo studio, che verrà presentato alla prossima Conferenza di Monaco, ha analizzato almeno 262.000 video in tedesco provenienti da oltre 3.000 canali, evidenziando come la propaganda del Cremlino stia cambiando strategia, puntando sempre più sulle piattaforme social per raggiungere le giovani generazioni.

Tra i messaggi più diffusi spiccano l’affermazione che “i media e il sistema mentono e censurano la verità” (26%) e la tesi secondo cui “la guerra della Russia contro l’Ucraina è una guerra per procura degli Stati Uniti” (25%). Questi contenuti, originariamente elaborati in Russia, vengono adattati al contesto locale tedesco prima di essere veicolati attraverso canali specifici.

La catena di distribuzione: da Telegram ai radicali di destra

Il meccanismo individuato dai ricercatori segue un percorso preciso: gran parte delle narrazioni proviene inizialmente da canali Telegram russi, per poi essere assorbita da comunità di estrema destra di lingua tedesca. Da lì, i messaggi filtrano su TikTok, raggiungendo infine il pubblico giovanile tedesco.

Questa strategia a più livelli permette alla propaganda russa di superare la soglia di percezione critica degli utenti non preparati, presentandosi come contenuto di “discorso interno” tedesco piuttosto che come materiale esterno chiaramente identificabile. I gruppi radicali di destra fungono da ponte cruciale, adattando linguisticamente e culturalmente i messaggi del Cremlino per massimizzarne l’efficacia e la diffusione.

Obiettivi strategici: indebolire la Germania e l’Occidente

La scelta della Germania come obiettivo primario non è casuale. Berlino rappresenta uno dei principali paesi dell’UE in termini di supporto militare all’Ucraina e di guida della politica sanzionatoria occidentale contro Mosca. La società tedesca mostra inoltre una polarizzazione significativa riguardo alle questioni di politica estera, alla valutazione dell’aggressione russa e all’opportunità di sostenere Kyiv.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, il Cremlino mira esattamente ad esacerbare queste divisioni interne, alimentando il contesto filorusso e cercando di minare il consenso politico sulla politica ucraina. La narrazione sui “media che mentono” ha lo scopo specifico di erodere la fiducia nelle istituzioni statali e mediatiche, rendendo il pubblico più vulnerabile alle teorie cospirative e potenzialmente alla radicalizzazione.

Parallelamente, l’insistenza sul tema della “guerra per procura americana” cerca di rimuovere la responsabilità dalla Russia e di suggerire che il sostegno all’Ucraina sia inutile o controproducente, tentando così di influenzare il dibattito politico tedesco ed europeo.

Rischi a lungo termine per la democrazia occidentale

L’aumento di contenuti filorussi e l’assenza di una risposta adeguata potrebbero avere conseguenze negative di lunga durata per la Germania e per l’Occidente. La diffusione capillare di queste narrazioni rischia di cementare nei giovani una visione distorta della realtà internazionale, compromettendo la loro capacità di valutare criticamente la politica globale.

Sul piano politico, questa operazione di influenza potrebbe tradursi in pressioni concrete sul governo tedesco riguardo al sostegno all’Ucraina e alle politiche coordinate nell’ambito dell’UE e della NATO. La capacità del Cremlino di modellare l’opinione pubblica attraverso piattaforme come TikTok rappresenta una sfida nuova e insidiosa per le democrazie occidentali, che devono sviluppare contromisure efficaci senza cadere nella trappola della censura o della limitazione della libertà di espressione.

La presentazione ufficiale dei risultati alla Conferenza di Monaco segnerà probabilmente un punto di svolta nel dibattito su come contrastare la disinformazione nell’era dei social media, con particolare attenzione alle strategie di protezione delle giovani generazioni dalle campagne di influenza straniera.

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