Il Decreto contro il Satanismo in Russia: Riflessioni e Reazioni
Dall’inviato a Mosca – «Sono uscita con una maglietta “666 The Number of the Beast” degli Iron Maiden, quanti anni di galera rischio?». «Mi dichiaro colpevole di aver salutato il demoniaco Ozzy Osbourne, in quale gulag siberiano devo andare a costituirmi?». Riporta Attuale.
In Russia, la comicità si fa strada anche in tempi di crisi, mostrando che anche le leggi più stravaganti possono suscitare ilarità. Il 23 luglio è stata approvata una legge che dichiara illegale «il Movimento internazionale del satanismo», considerato un’organizzazione estremista. Tuttavia, è curioso notare che un’organizzazione simile non esiste realmente, suscitando inevitabili ironie. Non c’è necessità di inventare un nuovo concetto quando è evidente che tale movimento è inesistente.
Questa nuova proibizione segue una logica simile a quella adottata nel 2023, quando venne messo al bando l’inesistente «Movimento internazionale delle persone Lgbt». La questione fondamentale, come ha affermato il deputato Andrej Kartapolov, è che tali misure sono viste come una salvaguardia dei valori spirituali russi, essendo la minaccia di Satana percepita come un attacco diretto alla statualità.
Con questa normativa, chiunque esprime simpatia verso Lucifero potrebbe affrontare gravi conseguenze legali. Tuttavia, le definizioni di cosa costituisca il satanismo rimangono vaghe, dato che la Procura generale e il ministero della Giustizia offrono solo linee guida generali. Slogan come «ideologia estremista» e «odio verso le fedi tradizionali» sembrano coprire un ampio spettro di comportamenti già proibiti. È plausibile che il divieto di satanismo sia stato introdotto per soddisfare le richieste del Patriarca Kirill, in una lotta contro i nemici mistici del paese, inclusi gli oppositori della guerra in Ucraina.
Questo percorso legislativo ha preso avvio nel luglio 2024, durante una tavola rotonda della Duma di Stato, dedicata all’«opposizione alla diffusione del satanismo». Qui, una nuova missione è stata assegnata a politici e rappresentanti ecclesiastici, unendo le forze contro ciò che considerano le «tenebre ucraine del Male».
La genericità della sentenza ha sollevato dubbi e provocato sarcasmo tra i russi, in particolare tra i giovani appassionati di heavy metal. Il riferimento a concerti di massa come il Monsters of Rock ha alimentato una riflessione ironica sul fatto che la musica stessa possa essere considerata un indizio di satanismo. Infatti, i gruppi Telegram, dedicati a tale argomento, si sono moltiplicati, portando a interrogativi come: «Ho ascoltato “Highway to Hell” degli AC/DC, rischio qualcosa?». La risposta resta incerta.
Il discorso pubblico riguardo al satanismo non è esente da perplessità, anche nei media russi tradizionalmente allineati. A differenza di Putin, la Duma mantiene un certo margine di satira. Il quotidiano Moskovskij Komsomlets ha ironizzato sulla difficoltà dei giornalisti di menzionare determinati termini, come nel caso di un missile sovietico, ora costretti a specificare che il Movimento satanista è stato riconosciuto come un’organizzazione estremista.
Questo paradosso potrebbe persino intaccare i rituali religiosi, come il battesimo di un bambino. I preti, nel celebrare, potrebbero sentirsi obbligati a riconoscere che certe attività sono vietate, sottolineando il clima di rigore legislativo attuale. Tuttavia, è improbabile che queste risate aiutino la Russia a superare le sue difficoltà. Al contrario, riflettono un crescente malcontento verso misure legislative che sembrano ampliare il raggio di proibizioni, comprese quelle che vanno dalla critica ai beni e servizi russi a nuove categorie di reati in fase di studio.