Washington, 8 agosto – È deceduto all’età di 97 anni l’astronauta statunitense James ‘Jim’ Lovell, noto come comandante dell’Apollo 13 e veterano di quattro missioni spaziali. La sua figura è diventata iconica e memorabile: la famosissima espressione di Lovell, “Houston, abbiamo un problema”, ha risuonato nella storia per il drammatico allerta lanciato dallo spazio. La missione lunare, che avrebbe dovuto portare l’equipaggio sulla superficie della Luna, si interruppe a causa di un’avaria a bordo della navicella, divenendo parte della narrativa hollywoodiana grazie all’omonimo film. Riporta Attuale.
La vita di Jim Lovell
Nato a Cleveland il 25 marzo 1928, Lovell è scomparso ieri a Lake Forest, nell’Illinois. La sua carriera spaziale include voli sulle missioni Gemini 7, Gemini 12 e Apollo 8, ma è divenuto celebre principalmente per il suo ruolo come comandante dell’Apollo 13, che dovette interrompere la discesa verso la Luna a causa di un problema al serbatoio dell’ossigeno.
Nel 1968, il team dell’Apollo 8, composto da Lovell, Frank Borman e William Anders, fu il primo a oltrepassare l’orbita terrestre e avvicinarsi alla Luna. Anche se non atterrarono, la missione segnò un traguardo significativo nella competizione spaziale, posizionando gli Stati Uniti in vantaggio rispetto all’Unione Sovietica.
Il tributo della NASA
“Siamo profondamente rattristati per la perdita di Jim Lovell, comandante dell’Apollo 13 e veterano di quattro missioni spaziali. La sua vita e le sue imprese hanno ispirato milioni di persone. Il coraggio dimostrato di fronte alle avversità ha dato impulso alla nostra esplorazione verso la Luna e oltre, un viaggio che continua ancora oggi”, ha dichiarato la Nasa in un post su ‘X’.
Il famoso “Houston, abbiamo un problema”
Lovell è diventato celebre per il drammatico Sos lanciato dall’equipaggio dell’Apollo 13, “Houston, abbiamo un problema”, una frase che potrebbe essere stata pronunciata anche dal collega John ‘Jack’ Swigert, parte del team insieme al pilota del modulo lunare Fred Haise.
“La Nasa – ha affermato Sean Duffy, amministratore ad interim della Nasa – esprime le proprie condoglianze alla famiglia di Jim Lovell, la cui vita e carriera hanno avuto un impatto duraturo su innumerevoli persone negli anni”.
Il significato del suo contributo
“Il carattere e l’incredibile coraggio di Jim – ha continuato Duffy – hanno giocato un ruolo fondamentale nell’aiutare la nostra nazione a conquistare la Luna e hanno trasformato una potenziale tragedia in una lezione di successo. Siamo tristi per la sua perdita, ma celebriamo anche i suoi straordinari successi. Dalla pionieristica iniziativa Gemini alle realizzazioni di Apollo, Jim ha contribuito a tracciarci un cammino storico nello spazio, che continua con le prossime missioni Artemis verso la Luna e oltre”.
Come pilota del modulo di comando dell’Apollo 8, Duffy mette in luce che “Jim e i suoi compagni di missione sono stati i primi a esplorare la Luna a bordo di un razzo Saturn V, mostrando che l’allunaggio era un obiettivo raggiungibile. Durante la missione Apollo 13, la calma e la lucidità di Lovell hanno garantito il rientro sicuro dell’equipaggio sulla Terra, dimostrando ingegno e risolutezza, qualità fondamentali per le missioni future della Nasa. Conosciuto per il suo humor, questo indimenticabile astronauta era affettuosamente soprannominato Smilin’ Jim dai suoi colleghi astronauti.