Trump Critica Gli Alleati NATO Mentre Spese Militari Raggiungono Record Storici
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente espresso il proprio disappunto verso gli alleati della NATO, lamentando una presunta inattività. Giovedì scorso, Trump ha dichiarato di essere “molto deluso” dai membri dell’Alleanza Atlantica, accusandoli di non aver compiuto “assolutamente nulla”, riporta Attuale.
La sua irritazione sembra derivare in particolare dalla riluttanza dei Paesi NATO a unirsi a Stati Uniti e Israele nel conflitto contro l’Iran, con i leader europei che hanno motivato il rifiuto con la frase “non è la nostra guerra”. Nelle sue affermazioni su Truth, Trump ha descritto questo come un “test per la NATO”, avvertendo che, sebbene non avessero obbligo di intervenire, “ci ricorderemo” della loro inazione.
Tuttavia, Trump non ha molte ragioni per lamentarsi. Secondo il rapporto annuale della NATO, presentato il 28 marzo 2026 dal segretario generale Mark Rutte, nel 2025 i 32 membri dell’Alleanza hanno aumentato le loro spese per la difesa del 20% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un totale di 94 miliardi di dollari.
Inoltre, per la prima volta dal 2014, anno in cui era stato fissato un obiettivo durante il vertice di Cardiff, tutti i membri hanno raggiunto o superato il traguardo di destinare almeno il 2% del PIL alle spese militari. In media, nel 2025, ogni Paese della NATO ha speso il 2,77% del proprio PIL per la difesa, portando il totale delle spese dell’Alleanza a 1.400 milioni di dollari.
Nonostante l’aumento delle spese, l’obiettivo è stato alzato al 5% del PIL, ma Rutte ha definito l’anno trascorso come “un anno di svolta”, confermando che l’Alleanza è “sulla giusta strada” per centrare il nuovo obiettivo.
Durante la conferenza stampa, l’ex primo ministro olandese ha anche attribuito parte del merito all’Amministrazione Trump, riconoscendo che “per troppo tempo, europei e canadesi hanno fatto un eccessivo affidamento sulla forza militare degli Stati Uniti”. Ha sottolineato che ora è avvenuto un vero cambiamento di mentalità tra gli alleati.
Non mancano però differenze significative nei livelli di spesa tra i membri della NATO. Secondo un’analisi pubblicata da Politico, Polonia e Lituania hanno raggiunto il punteggio più alto, ottenendo un ‘A’ con rispettivi investimenti militari pari al 4,3% e al 4% del PIL.
Seguite da Lettonia (3,7%), Estonia (3,4%), Danimarca (3,3%) e Norvegia (3,2%), Finlandia (2,9%), Grecia (2,8%), Olanda (2,6%), Svezia (2,5%), Germania (2,4%) e Turchia (2,3%) ottengono punteggi medi. Gli Stati Uniti, con il 3,2%, ricevono invece una valutazione a parte, dato che il loro calcolo delle spese militari non include variabili prescritte negli altri Paesi.
Il Regno Unito, la Francia e l’Italia, insieme a Spagna, Canada e Belgio, hanno raggiunto il minimo del 2% del PIL, ottenendo una valutazione di ‘C’. Durante la conferenza, Rutte ha affrontato anche le critiche sul suo atteggiamento verso Trump, in quanto spesso gli dedica elogi marcati, un fatto che ha suscitato domande sulla sua posizione.
In merito alle recenti azioni militari in Iran, Rutte ha giustificato la mancanza di comunicazione da parte di Trump ai leader europei, dichiarando che ciò è avvenuto per “motivi di riservatezza”. Rutte ha affermato che “la NATO considera sempre l’Iran una minaccia, sia per il programma nucleare sia per quello missilistico”, aggiungendo che “l’operazione americana sta indebolendo entrambi.”