Il governo turco sorpreso dalla possibile reazione iraniana
Per qualche ora, il governo turco è stato colto completamente di sorpresa. Nessuno ad Ankara si aspettava di poter rientrare tra gli obiettivi della risposta iraniana all’attacco americano-israeliano. Più tardi, nella giornata di oggi, mercoledì 4 marzo, i servizi segreti della Turchia hanno stabilito che il missile, intercettato e abbattuto nello spazio aereo nazionale, fosse in realtà diretto verso Cipro, riporta Attuale.
Lo stupore dei turchi è facile da spiegare. Ieri, martedì 3 marzo, si è riunito a Bruxelles il Consiglio del Nord Atlantico, l’organismo che raggruppa gli ambasciatori e altri rappresentanti dei 32 membri dell’Alleanza. Turchia e Spagna sono stati gli unici due Stati a prendere nettamente le distanze dall’attacco sferrato da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Il Paese guidato da Pedro Sanchez ha sottolineato la violazione del diritto internazionale; quello presieduto da Recep Tayyip Erdogan ha fatto notare di essere il più esposto all’allargamento del conflitto.
All’altro capo dello schieramento politico si sono distinti Olanda e Albania, gli unici a appoggiare senza riserve Washington e Tel Aviv. Il grosso dei Paesi, tra cui Germania, Regno Unito, Francia e Italia, ha adottato una linea intermedia, non condannando esplicitamente gli attacchi americani, ma denunciando la rappresaglia indiscriminata da parte dell’Iran. Tuttavia, la maggior parte ha sottoscritto la dichiarazione del Segretario generale Mark Rutte: la NATO non sarà coinvolta nello scontro in Medio Oriente. Frane e britannici, comunque, dichiarano di essere pronti a difendere solo i propri interessi nel Golfo.
Aprendo la riunione, Scott Oudkirk, vice capo della rappresentanza statunitense, ha delineato gli obiettivi militari della guerra, sottolineando la necessità di distruggere la capacità missilistica e i laboratori nucleari dell’Iran. Oudkirk ha sollecitato gli alleati a collaborare con gli Stati Uniti, fornendo «mezzi e armi convenzionali». Secondo il diplomatico americano, questo rappresenterebbe un «chiaro esempio della NATO 3.0», una nuova versione dell’Alleanza che incoraggia gli europei a comprare armi dall’industria americana o a contribuire a operazioni condotte dagli Stati Uniti in cambio di una protezione totale.