Inizio dello shutdown negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti è iniziato sabato uno “shutdown”, ossia un’interruzione delle attività delle agenzie federali, a causa del mancato accordo tra Democratici e Repubblicani al Congresso per approvare una legge di rifinanziamento del governo. La scadenza per evitare questa interruzione era fissata al 30 gennaio, ma i negoziati si sono prolungati, in particolare per le divergenze sui finanziamenti alle agenzie federali anti-immigrazione, come l’ICE, riporta Attuale.
Un accordo è stato finalmente raggiunto, ma è arrivato troppo tardi. La legge è stata approvata venerdì dal Senato e ora deve passare alla Camera, che potrà considerarla solo lunedì. Se tutto procederà come previsto, la Camera approverà il rifinanziamento e lo shutdown di breve durata si concluderà. Nel frattempo, durante il fine settimana, le agenzie federali sono costrette a interrompere o ridurre drasticamente le loro attività, già limitate nei giorni festivi: non si prevede, però, un grosso disagio.
Negli Stati Uniti, il Congresso deve periodicamente riconfermare il bilancio del governo con un voto. I Repubblicani detengono la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma non hanno sufficiente supporto per approvare la legge autonomamente – sono necessari 60 voti su 100 al Senato – quindi è necessaria la collaborazione di almeno una parte dei Democratici. In assenza di un accordo, il governo “chiude” in quanto la legge non prevede l’esercizio provvisorio: gli americani chiamano questa situazione “shutdown”. L’ultimo shutdown era durato 42 giorni lo scorso autunno.