Negli Stati Uniti l’ASPS raccomanda di rinviare interventi chirurgici per transizioni di genere a minori fino a 19 anni

05.02.2026 17:55
Negli Stati Uniti l'ASPS raccomanda di rinviare interventi chirurgici per transizioni di genere a minori fino a 19 anni

Raccomandazione dell’ASPS Ferma la Chirurgia di Transizione per Minori

All’inizio di questa settimana, l’American Society of Plastic Surgeons (ASPS) ha raccomandato ai suoi membri di rinviare gli interventi chirurgici per la transizione di genere su ragazze e ragazzi under 19. Questo consiglio, sebbene non vincolante, contrasta con le posizioni di altri gruppi medici americani, i quali sostengono l’importanza dei trattamenti anche per pre-adolescenti e adolescenti affetti da disforia di genere, condizione in cui una persona non si sente a proprio agio con il genere corrispondente al sesso biologico, riporta Attuale.

La decisione dell’ASPS ha suscitato ampi dibattiti all’interno di un contesto di tensioni culturali e politiche in aumento negli Stati Uniti, specialmente sotto la presidenza di Donald Trump. Le politiche adottate nel paese nella gestione della transizione di genere influenzano in modo significativo anche altri Stati, Italia compresa.

In linea con molti conservatori, l’attuale amministrazione americana sostiene una sospensione dei trattamenti per l’affermazione di genere per chi ha meno di 19 anni. Il Dipartimento della Salute, guidato da Robert F. Kennedy Jr., ha elogiato l’ASPS per essersi opposta a quella che definiscono “lobby dell’ipermedicalizzazione” e per aver “difeso la scienza solida”. I rappresentanti dell’ASPS hanno affermato di aver preso questa decisione autonomamente, basandosi sulla ricerca scientifica senza pressioni governative, ma il contesto presenta tensioni legate a diversi casi legali.

Un caso recente ha visto Fox Varian, una donna di 22 anni, vincere una causa nello Stato di New York, ottenendo un risarcimento di 2 milioni di dollari per danni subiti a seguito di una mastectomia bilaterale eseguita a 16 anni, successivamente revocata tramite una procedura di detransizione. Questo evento ha spinto alcuni osservatori a ritenere che la decisione dell’ASPS possa essere motivata dalla necessità di proteggere meglio i chirurghi da situazioni analoghe.

In Italia, la normativa attuale prevede che gli interventi chirurgici per la transizione di genere su minori non venga praticata, mentre in alcuni casi è consentito l’accesso a trattamenti bloccanti e terapie ormonali; il panorama legislativo, tuttavia, risulta carente e spesso si basa su decisioni giuridiche.

Il concetto di disforia di genere è stato recentemente ampliato da esperti, introducendo la terminologia di “varianza di genere”, che va oltre gli aspetti patologici tradizionalmente considerati. I trattamenti per i giovani che mostrano disagio nel proprio genere durante la pubertà sono vari e includono assistenza psicologica, farmaci bloccanti per sospendere lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, e in casi specifici, interventi chirurgici.

Le operazioni chirurgiche, nel contesto adolescenziale, sono rare, data l’importanza e le implicazioni irreversibili di tali interventi. Le procedure comunemente praticate includono la rimozione del tessuto mammario e interventi di chirurgia sessuale. Tuttavia, le linee guida di molte associazioni mediche in America incoraggiano la disponibilità di questi trattamenti per giovani adulti, sebbene l’argomento resti molto controverso, specialmente per quanto riguarda il bilancio tra costi e benefici.

Il “rapporto Cass”, pubblicato nel 2024 nel Regno Unito, ha evidenziato tali incertezze, avviando una riconsiderazione delle pratiche di trattamento per la varianza di genere. La relazione ha suscitato un acceso dibattito nella comunità medica riguardo la compatibilità delle sue conclusioni con studi precedenti.

Il dibattito su questi temi è estremamente delicato e frequentemente politicizzato. Negli ultimi anni, alcuni paesi, come Norvegia e Finlandia, hanno limitato l’accesso ai trattamenti per le persone giovani, mentre negli Stati Uniti, l’ASPS ha rivisitato la sua posizione iniziale del 2019, esprimendo preoccupazioni riguardo la certezza e l’efficacia a lungo termine degli interventi. Le nuove linee guida non vietano gli interventi, ma sconsigliano di procedere e sottolineano la responsabilità dei medici nel valutare le implicazioni future.

Il caso di Fox Varian ha messo in luce questioni critiche riguardo alla diagnosi e al trattamento della disforia di genere. La testimonianza della madre di Varian ha sollevato interrogativi sull’urgenza di interventi che potrebbero risultare inadeguati o prematuri. Attualmente, circa una ventina di stati americani hanno imposto restrizioni su certi trattamenti, con il Dipartimento della Salute che minaccia di ridurre i fondi federali destinati agli ospedali che li praticano.

In assenza di un consenso scientifico sul tasso di detransizione, molti gruppi di ricerca segnalano miglioramenti per la maggior parte delle persone giovani dopo aver intrapreso un percorso di transizione. Tuttavia, i risultati della ricerca sono limitati. La mancanza di dati di qualità è attribuibile a vari fattori, tra cui risorse insufficienti e mancanza di tempo per condurre studi sistematici, comuni a molti settori dell’assistenza medica. Anche in questo contesto imperfetto, i professionisti della salute sono chiamati a prendere decisioni basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

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