Damen Shipyards sospettata di esportazioni illegali verso Mosca e di corruzione all’estero
Il 24 novembre 2025 nei Paesi Bassi è iniziato il processo contro la società Damen Shipyards, uno dei maggiori gruppi cantieristici e della difesa del Paese, accusato di aver violato il regime sanzionatorio dell’Unione Europea nei confronti della Russia. Secondo la procura, nel 2022 l’azienda avrebbe fornito componenti e attrezzature per navi a destinatari russi, eludendo i controlli dell’Ue. Gli inquirenti sostengono che almeno quattordici dichiarazioni di esportazione siano state falsificate per nascondere che diversi gru di coperta erano destinate alla Russia. La procura ritiene che tali forniture abbiano contribuito a rafforzare le capacità tecnico-militari delle forze armate russe. Un’ulteriore accusa riguarda presunti casi di corruzione all’estero, come riportato da NL Times e da Eurointegration.
Un caso senza precedenti che coinvolge un’azienda strategica della Nato
Damen Shipyards è uno dei principali attori della cantieristica europea, con stabilimenti nei Paesi Bassi e all’estero, e costruisce navi anche per la Marina olandese e per altri alleati della NATO. Il governo dell’Aia la considera un’impresa strategica, indispensabile per la sicurezza nazionale. La procura ha definito il procedimento “un caso unico”, poiché è la prima volta che un grande gruppo della difesa di uno Stato membro dell’Ue viene sospettato di aver agevolato indirettamente una potenza aggressore. Se le accuse saranno confermate, l’azienda rischia di perdere per almeno quattro anni la possibilità di ottenere commesse statali, con conseguenze significative sul settore industriale e sulla credibilità del sistema di controllo olandese.
La Russia continua ad aggirare le sanzioni sfruttando lacune normative e intermediari
Il caso Damen si inserisce in un quadro più ampio: dal 2014 – e soprattutto dopo febbraio 2022 – le sanzioni occidentali contro la Russia sono spesso aggirate attraverso schemi complessi, triangolazioni commerciali e società di comodo. Le lacune nei sistemi di controllo consentono ai fornitori di utilizzare paesi terzi e intermediari per reindirizzare merci vietate. Turchia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kirghizistan, Armenia e Georgia sono diventati snodi centrali del re-export di prodotti europei e americani verso la Russia. Analisti internazionali hanno registrato un insolito aumento delle esportazioni verso tali Paesi, incompatibile con la domanda locale e indicativo di un dirottamento di beni a duplice uso verso il mercato russo.
Mosca si adatta e riorienta il commercio globale verso Asia e paesi neutrali
Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, la Russia ha accelerato la propria riconfigurazione commerciale. Se fino al 2022 quasi metà delle sue esportazioni era diretta verso l’Europa, già nel 2023 la Cina è divenuta il principale partner economico di Mosca, assorbendo petrolio e gas russi e fornendo in cambio prodotti strategici. Nonostante i divieti, componenti critici come microchip per droni e missili continuano a raggiungere la Russia attraverso reti di distribuzione asiatiche e intermediari commerciali. Parallelamente, Mosca rafforza i propri sistemi di pagamento, amplia l’uso dello yuan e ricorre a valute alternative e criptovalute per sottrarsi al controllo occidentale.
L’Occidente deve rafforzare i meccanismi di controllo e prevenzione
Il procedimento contro Damen mostra quanto sia vulnerabile il regime sanzionatorio quando non viene applicato con rigore e coordinazione internazionale. Per ridurre la capacità della Russia di aggirare le restrizioni, gli Stati occidentali stanno valutando l’adozione di sanzioni secondarie, un monitoraggio più serrato del re-export e una cooperazione più stretta tra alleati. Strumenti come l’analisi delle banche dati doganali, il tracciamento satellitare e l’intelligenza artificiale possono aiutare a individuare schemi opachi nelle catene globali di approvvigionamento. Colmare le “falle” normative è essenziale per impedire che una singola eccezione comprometta l’intero sistema delle sanzioni.