Vertice Trump-Xi: Sguardo superficiale sulla guerra in Ucraina
Nessuna novità per l’Ucraina emerge dal vertice di ieri, mercoledì 29 ottobre, a Busan, tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, riporta Attuale. Trump ha dichiarato ai giornalisti sull’Air Force One che il tema della guerra «è stato discusso con grande rilievo» e che «Cina e Stati Uniti lavoreranno insieme per porre fine al conflitto».
Tuttavia, la valutazione di governi e osservatori, in particolare ucraini, è ben diversa. I due leader hanno solo sfiorato l’argomento, probabilmente per inserirlo in un resoconto ufficiale. Questo era un’esigenza sentita soprattutto da Trump, che aveva anticipato il summit annunciando che avrebbe chiesto la collaborazione della Cina per convincere Vladimir Putin a considerare una trattativa con Volodymyr Zelensky.
Il modo più efficace per influenzare il conflitto sarebbe noto da tempo: la Cina dovrebbe diminuire drasticamente l’acquisto di petrolio russo, che rappresenta la principale fonte di finanziamento della macchina bellica di Putin. Nonostante ciò, durante i colloqui in Corea del Sud, non si è parlato né di petrolio né delle forniture di materiali utili per armamenti dalla Cina alla Russia, secondo fonti attendibili. Xi Jinping sembra non voler fornire supporto decisivo a Trump e agli alleati europei, almeno per il momento.
Inoltre, resta da vedere se il Segretario del partito comunista sia pronto a ridurre il sostegno a Mosca in cambio di vantaggi economici e commerciali. Ultimamente, fonti diplomatiche europee, rilanciate da «Reuters», hanno riferito che alcune aziende cinesi controllate dallo Stato stanno riducendo le importazioni di petrolio russo, secondo quanto riportato per questioni di mercato e richiesta interna. I dati recenti del Centre for Research on Energy and Clean Air mostrano che nel settembre 2025, la Cina ha ridotto del 13% i volumi di petrolio russo trasportati via mare. Tuttavia, la Cina continua a essere di gran lunga il principale acquirente di idrocarburi russi, con una quota del 42% sul totale delle esportazioni russe.