Netanyahu avvisa Trump sull’incontro tra Khamenei e i suoi consiglieri, scatta l’ordine di attacco

04.03.2026 08:05
Netanyahu avvisa Trump sull'incontro tra Khamenei e i suoi consiglieri, scatta l'ordine di attacco

Trump autorizza attacco contro l’Iran dopo comunicazione da Netanyahu

Il 23 febbraio, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avvisato il presidente americano Donald Trump riguardo a informazioni cruciali ottenute dai servizi segreti, portando all’autorizzazione di un attacco contro l’Iran. Secondo il Pentagono, l’ordine di attacco è stato emesso da Trump il 27 febbraio, mentre si trovava in volo verso il Texas per un comizio, riporta Attuale.

La motivazione principale dietro la decisione di attaccare l’Iran, avvenuta venerdì sera, è stata l’informazione fornita da Netanyahu riguardo a un incontro previsto della Guida suprema Khamenei e i suoi consiglieri in un luogo specifico a Teheran, dove avrebbero potuto essere uccisi in un’unica azione. Leon Panetta, ex direttore della CIA, ha anticipato in un’intervista che Trump non è a conoscenza delle conseguenze di tali azioni. La conferma di queste informazioni è arrivata da fonti della Casa Bianca e riportata dal sito Axios, secondo cui una telefonata tra Trump e Netanyahu, avvenuta il 23 febbraio dalla Situation Room della Casa Bianca, ha rappresentato il momento cruciale per avviare il conflitto.

L’obiettivo si è rivelato irresistibile per Trump e Netanyahu, poiché il presidente americano era già predisposto a un attacco. I due leader si erano coordinati per mesi, con incontri di persona e colloqui telefonici intensivi. Una settimana prima, avevano considerato un attacco, ma avevano deciso di posticiparlo per motivi legati all’intelligence e alle condizioni meteorologiche. Tuttavia, la telefonata del 23 febbraio ha fornito la spinta decisiva per l’operazione.

La CIA ha verificato l’informazione fornita dagli israeliani, confermandola giovedì 26 gennaio, coincidentemente con il fallito incontro di negoziato a Ginevra tra Steve Witkoff e Jared Kushner. Nello Stato dell’Unione, il 24 febbraio, Trump ha scelto di non enfatizzare la questione iraniana per evitare di allarmare l’ayatollah e influenzare il suo operato. Secondo il Pentagono, l’ordine di attacco è stato impartito da Trump venerdì pomeriggio alle 15:38, mentre si trovava sull’Air Force One. Quando un giornalista gli ha chiesto se avesse preso una decisione sull’attacco, Trump ha risposto: «Preferisco non dirlo. Avresti il più grande scoop della storia».

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