Netanyahu: «Israele non è un protettorato degli Usa», primi passi per l’annessione della Cisgiordania

22.10.2025 23:05
Netanyahu: «Israele non è un protettorato degli Usa», primi passi per l’annessione della Cisgiordania

Visita di JD Vance in Israele: tensioni sul futuro di Gaza e sul ruolo della Turchia

Il 22 ottobre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto JD Vance a Gerusalemme, evidenziando la volontà di Israele di non essere considerato un «protettorato» degli Stati Uniti. La visita ha suscitato preoccupazioni riguardo alla stabilità della tregua attualmente in vigore, con Netanyahu e Vance che hanno discusso le implicazioni del piano del presidente americano, che include un possibile coinvolgimento della Turchia nelle operazioni di ricostruzione della Striscia di Gaza, riporta Attuale.

Nel corso dell’incontro, Vance ha riconosciuto la difficoltà di mantenere la tregua, mentre Netanyahu ha espressamente rifiutato la possibilità che la Turchia possa avere un ruolo predominante, affermando: «Saremo noi a decidere quali Paesi ne faranno parte». Vance ha comunque accettato il diritto di veto di Israele riguardo a tali decisioni, evidenziando così la complessità delle relazioni diplomatiche attuali.

Recentemente, gli Stati Uniti e Israele hanno esaminato la proposta di Jared Kushner per la ricostruzione della Striscia di Gaza, suggerendo di iniziare dalle aree controllate dall’esercito israeliano, lasciando intendere che «nessun finanziamento andrà ad Hamas finché non saranno disarmati». Tuttavia, questa opzione preoccupa gli stati arabi, timorosi che possa consolidare una presenza israeliana a lungo termine nella regione.

In un parallelo sviluppo, l’estrema destra israeliana ha fatto avanzare un voto preliminare in parlamento per l’annessione della Cisgiordania, suscitando preoccupazione fra i leader politici. Fonti del Likud, il partito di Netanyahu, hanno descritto il voto come un «tentativo di rovinare le nostre relazioni con gli Stati Uniti». Anwar Gargash, ex ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, ha avvertito che tali «progetti massimalisti sono inaccettabili» e ha riaffermato l’importanza di procedere verso la creazione di uno Stato palestinese.

Dal canto suo, la Corte internazionale di giustizia ha chiesto a Israele di facilitare il lavoro delle organizzazioni umanitarie nella regione. Essa ha sottolineato l’obbligo di Israele come potenza occupante di fare fronte alle necessità primarie della popolazione, e ha richiesto la ripresa delle operazioni da parte dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, nonostante le accuse israeliane di infiltrazione da parte di Hamas. La situazione a Gaza rimane critica, con molti residenti senza una casa dove tornare e un clima di terrore dovuto al predominio di Hamas nelle strade.

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