Netanyahu alla ONU: messaggio agli ostaggi e gestione della guerra a Gaza
Durante la sua allocuzione di ieri all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Benjamin Netanyahu ha utilizzato una strategia innovativa per comunicare con i 20 ostaggi israeliani ritenuti ancora vivi, facendo uso di altoparlanti dislocati nella Striscia di Gaza. Di fronte a una sala semideserta a causa delle proteste di diverse delegazioni, il primo ministro israeliano ha esordito con un appello diretto: “Oh, nostri coraggiosi eroi. Qui è il primo ministro che vi parla. Non vi abbiamo dimenticato nemmeno per un minuto. Non ci daremo pace finché non vi avremo riportati a casa”, riporta Attuale.
Netanyahu ha anche invitato i gruppi armati a deporre le armi, promettendo ritorsioni per coloro che non lo avessero fatto: “Liberate gli ostaggi subito. Se lo farete, vivrete. Altrimenti, vi daremo la caccia”. Inoltre, l’intelligence israeliana ha infiltrato i telefonini nella Striscia per garantire che il messaggio fosse tradotto in arabo e diffuso tra la popolazione locale.
Nel suo intervento, il premier ha esibito una mappa che rappresentava l’Iran come una minaccia e ha presentato provocatori quiz storici per dimostrare la responsabilità di diversi gruppi terroristici, includendo Hamas e Hezbollah. Ha denunciato la decisione di alcuni Paesi occidentali di riconoscere lo Stato di Palestina, affermando che ciò incoraggerà ulteriormente il terrorismo contro gli ebrei e altre persone innocenti globalmente. “Israele resta contrario alla creazione di uno Stato palestinese. Non intendiamo commettere un suicidio nazionale”, ha ribadito ai leader occidentali.
Il tono di Netanyahu potrebbe subire un cambiamento significativo lunedì, quando incontrerà Trump per discutere un piano in 21 punti elaborato per concludere la guerra a Gaza entro la fine del 2025. Questo piano prevede una tregua permanente, un ritiro graduale delle forze israeliane dalla Striscia e l’invio di forze militari arabe, insieme a un progetto di ricostruzione che coinvolgerà in un secondo momento l’Autorità Nazionale Palestinese. Due consiglieri di Trump, Witkoff e Kushner, hanno già avuto colloqui approfonditi con Netanyahu per illustrare i dettagli del piano.