Nicolas Sarkozy condannato per associazione a delinquere per finanziamenti illeciti dal regime di Gheddafi
L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato dichiarato colpevole di associazione a delinquere nel processo che lo accusa di aver accettato finanziamenti illeciti provenienti dal regime del dittatore libico Muammar Gheddafi per le elezioni presidenziali del 2007. Sarkozy è stato invece dichiarato innocente per le accuse di corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici. La pena non è ancora stata comunicata, riporta Attuale.
Sarkozy, 70 anni, ha ricoperto la carica di presidente dal 2007 al 2012 ed è coinvolto in altri processi, avendo già ricevuto due condanne per corruzione, di cui una in via definitiva a tre anni ai domiciliari. Gheddafi, dal canto suo, è stato ucciso nel 2011.
Questo processo è considerato il più significativo. Secondo l’accusa, Gheddafi avrebbe stipulato un accordo con Sarkozy per finanziarlo in cambio di favori diplomatici e legali. All’epoca, Gheddafi gestiva la Libia con un regime autoritario e fu accusato di essere responsabile di due attentati aerei. Nel 2007, pochi mesi dopo la sua elezione, Sarkozy ricevette Gheddafi in Francia, 34 anni dopo la sua ultima visita ufficiale.
L’esistenza del presunto accordo è stata resa pubblica nel 2012 dal portale di giornalismo investigativo Mediapart, che ha pubblicato un documento relativo a un accordo sul finanziamento della campagna, avvenuta quando Sarkozy era ancora ministro dell’Interno.
Parte delle evidenze si basano sulle dichiarazioni dell’imprenditore franco-libanese Ziad Takieddine, morto martedì a Beirut, che sosteneva di aver consegnato circa cinque milioni di euro in contante a Sarkozy e ai suoi collaboratori tra il 2006 e il 2007. Anche Takieddine era accusato nel processo, ma le sue dichiarazioni sono state oggetto di contraddizioni e ritrattazioni. Tale situazione ha portato nel 2023 a nuove accuse contro Sarkozy per manipolazione dei testimoni e nel 2024 contro Carla Bruni, moglie di Sarkozy, di associazione a delinquere e occultamento di prove.
Sarkozy e i suoi legali hanno sempre negato le accuse, sostenendo che gli ex funzionari libici si sarebbero vendicati per la decisiva azione militare francese in Libia, autorizzata dalle Nazioni Unite, che nel 2011 portò alla destituzione e all’uccisione di Gheddafi. Sarkozy afferma che queste accuse sono frutto di un complotto orchestrato da ex alleati del dittatore libico.