Niscemi, il procuratore avverte: “Possibili problemi di ordine pubblico dopo il crollo”

27.01.2026 19:55
Niscemi, il procuratore avverte: "Possibili problemi di ordine pubblico dopo il crollo"

La frana di Niscemi: oltre 1500 sfollati allarmano le autorità locali

Niscemi (Caltanissetta), 27 gennaio 2026 – “Cosa è stato fatto a Niscemi in questi 30 anni?”, si domandano molti residenti del paese in provincia di Caltanissetta, che si trovano senza una casa per chiamarsi tali. La situazione è grave a seguito di una frana che ha interessato la zona meridionale del centro abitato il 12 ottobre 1997, evento che portò all’evacuazione di circa 400 persone. Oggi, il fronte di frana si estende per circa 4 chilometri e coinvolge direttamente le abitazioni lungo la scarpata, creando una zona rossa di 150 metri. “Dobbiamo stare sempre con le valigie pronte? Dove andremo a dormire?”, è l’interrogativo drammatico di molti. “Non sappiamo dove ci ritroveremo da un momento all’altro”, riporta Attuale.

Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha effettuato un sopralluogo nella zona rossa, dopo l’imponente crollo che ha costretto oltre 1500 residenti a lasciare le loro case. La Protezione civile ha confermato che lo smottamento è ancora in corso e che l’intera collina sta scivolando verso la Piana di Gela.

Il procuratore ha constatato la gravità della situazione, avvertendo: “Si potrebbero verificare problemi di ordine pubblico. Questo è un momento di preoccupazione. La zona da monitorare è molto grande e le forze attualmente sono esigue. Servono più uomini per vigilare sulla zona rossa. Abbiamo effettuato un sopralluogo per comprendere l’attività di monitoraggio e verificare i rischi di sciacallaggio e se i varchi sono ben monitorati”, ha dichiarato il magistrato, specificando: “Attualmente non c’è alcun procedimento penale aperto perché non ravvisiamo al momento nessuna ipotesi di reato”.

A Niscemi è arrivata anche la leader del Pd, Elly Schlein: “C’è grande apprensione, ci sono 1500 sfollati, bisogna mettere in sicurezza le persone e il territorio e il più presto possibile dare loro una prospettiva chiara”. Ha poi proseguito viaggiando verso Riposto, nel Catanese, una delle aree dell’Isola colpite dal ciclone, per sottolineare che i 100 milioni stanziati dal Cdm per Sicilia, Sardegna e Calabria “sono insufficienti rispetto ai 2 miliardi di danni stimati”, uno dei quali potrebbe essere recuperato, suggerisce, dirottandolo dal tesoretto legato al ponte dello Stretto “attualmente fermo a causa dei rilievi della Corte dei conti”. Ha anche sottolineato l’urgenza di sospendere i tributi e l’attuazione di “un grande piano di prevenzione” contro il dissesto idrogeologico. Conclude, rimarcando una delusione generale, “questa non è una emergenza di serie B”.

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