Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha suscitato critiche durante il congresso dell’Unione delle Camere Penali Italiane a Catania, affermando che «non c’è una relazione tra il sovraffollamento in carcere e il fenomeno dei suicidi». Secondo Nordio, il sovraffollamento carcerario «favorisce l’aggressività» ma i suicidi sarebbero più legati «alla solitudine e alla disperazione». Il guardasigilli ha osservato che, singolarmente, molti suicidi avvengono nell’imminenza della liberazione, evidenziando il disagio e la mancanza di speranza di chi sta per uscire. «I suicidi in carcere sono un fardello di dolore e, purtroppo, anche negli altri Paesi non va meglio, anzi peggio, ma questa non è una giustificazione o un’attenuante», ha aggiunto, riporta Attuale.
«Sovraffollamento è una forma di controllo»
Nordio ha ribadito che «non abbiamo né esimenti né attenuanti sul fenomeno dei suicidi», pur studiando la questione. Ha poi sottolineato che stanno lavorando per garantire opportunità lavorative ai detenuti e aiutarli a reintegrarsi nel mondo del lavoro al momento della liberazione. Non è la prima volta che il ministro sostiene che il tema dei suicidi in carcere non sia legato al sovraffollamento; già a luglio, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva affermato che «paradossalmente il sovraffollamento è una forma di controllo» e che alcuni tentativi di suicidio sono stati prevenuti dai compagni di cella, evidenziando come la solitudine e la mancanza di speranza siano fattori determinanti.
Il sovraffollamento e i nuovi reati
Nel corso dello stesso convegno, Nordio ha affermato che i nuovi reati introdotti dal governo non hanno contribuito al sovraffollamento: «L’introduzione del reato sui Rave party non ha prodotto alcuna carcerazione e ha avuto un buon effetto deterrente». Ha evidenziato che, contrariamente a quanto si possa pensare, l’inserimento di questo reato non ha inciso sul sovraffollamento carcerario, ma ha, in effetti, evitato alcune incarcerazioni. Inoltre, il ministro ha chiarito che, nonostante le contestazioni in aula, non esiste una correlazione tra il sovraffollamento, un problema serio, e i nuovi reati introdotti, precisando che molti di questi delitti erano già presenti e vengono commessi in numero maggiore, in particolare tra i minori.