Nordio sul referendum: “Custodia cautelare, la prossima sfida per la giustizia”

04.03.2026 05:25
Nordio sul referendum: "Custodia cautelare, la prossima sfida per la giustizia"

Giustizia in Italia: Nordio e Schlein si scontrano sulla riforma

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha definito la riforma della giustizia come “il coronamento di una vita non soltanto da magistrato, ma di modesto giurista che ha scritto sei libri” e ha promesso che, dopo l’eventuale vittoria del sì al referendum, sarà possibile rivedere il codice di procedura penale, con particolare attenzione alla custodia cautelare. “Vogliamo riportarlo al suo originario spirito accusatorio voluto da Vassalli”, ha dichiarato. In contrapposizione, il segretario del Partito Democratico, Elly Schlein, ha condannato l’idea di una giustizia “modello Trump o Orban” e ha sottolineato che non si migliora un sistema giuridico mettendolo sotto il controllo del governo, mentre il Movimento 5 Stelle accusa Giorgia Meloni di “avvelenare i pozzi” con “evidenti bugie” sul No, riporta Attuale.

Nordio ha anche menzionato l’operato di Palamara, affermando che “finché il CSM non avrà il coraggio di dire cosa c’era nelle chat, il suo prestigio resta in dubbio”. Il guardasigilli ha ribadito che la riforma attua molti programmi della sinistra e ha citato proposte già presenti nei programmi del PD e nell’Alta Corte disciplinare, sottolineando che l’iniziativa rende l’Italia più vicino alle grandi democrazie occidentali, dove il processo accusatorio richiede la separazione delle carriere.

Elly Schlein ha invece espresso il proprio dissenso in un video, affermando che “questa non è una riforma della giustizia” poiché non affronta problematiche centrali come l’assunzione del personale mancante e la stabilizzazione dei 12.000 precari del settore. “La separazione delle carriere è già nei fatti; i giudici possono cambiare una volta nella loro carriera e in questi anni lo hanno fatto solo in 20-30 su 9.000”, ha aggiunto Schlein. Inoltre, ha messo in dubbio l’affidabilità del sorteggio per la rappresentanza, sostenendo che “solo un giudice indipendente assicura che la legge sia uguale per tutti”.

Il Movimento 5 Stelle ha attaccato la premier Meloni, affermando che non può sostenere che la riforma toglie al Parlamento e ai partiti la possibilità di selezionare membri del CSM. “Sarà vero l’opposto: i partiti della maggioranza compileranno un elenco di nomi scelti per appartenenza partitica, da cui poi estrarre quelli che andranno a comporre il CSM. Si tratta di un sorteggio pilotato”, hanno dichiarato i rappresentanti del M5S.

Questa diatriba mette in luce le tensioni politiche attorno alla giustizia in Italia, con posizioni nettamente contrapposte sulla direzione da prendere in un settore cruciale per il futuro del sistema legale del paese.

Alessandro D’Amato

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere