Indagini sul Trapianto Fallito di Domenico Caliendo: Due Medici Sospesi
Il sistema di trapianto dell’Ospedale Monaldi di Napoli si trovava già in difficoltà prima della morte di Domenico Caliendo. L’indagine per omicidio colposo sulla sua morte ha portato sette sanitari a essere iscritti nel registro degli indagati. Attualmente, la Procura di Napoli non ha aperto nuovi fascicoli, ma sta valutando altri due casi di bambini deceduti, precisano i pm Ricci e Tittaferrante, riporta Attuale.
La situazione si sta ampliando e rivela una storia che affonda le radici ben prima del 23 dicembre, quando l’équipe di Gabriella Farina partì da Capodichino utilizzando un box da spiaggia anziché un contenitore medicale certificato. Quanto avvenuto ha sollevato preoccupazioni che, secondo Federconsumatori Campania APS, rivelano un “sistema strutturalmente fuori norma”, tollerato da più livelli istituzionali nel tempo.
Il punto di partenza è un’ispezione del CNT, Centro Nazionale Trapianti, avvenuta poco prima della morte della piccola Pamela Dimitrova, deceduta nel 2024. “C’è un verbale ispettivo” afferma Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania, “a noi reso noto solo nel febbraio 2026, ma che è conosciuto dalla Direzione Generale Sanità Campana e dall’Azienda Ospedaliera dei Colli da tempo.” Il documento rivela che il reparto dedicato ai trapianti pediatrici doveva essere realizzato entro marzo 2025, ma l’anno è passato e il reparto non è stato creato. Nonostante ciò, il trapianto a Domenico è stato effettuato con le conseguenze tristemente note.
L’avvocato Carlo Spirito, legale di Federconsumatori Campania, denuncia: “Al Monaldi non esiste un reparto autonomo di trapiantologia pediatrica. I piccoli pazienti vengono operati in aree riservate alla chirurgia per adulti, non adeguate per i bambini.” Inoltre, manca un’adeguata terapia sub-intensiva per i pazienti pediatrici appena usciti dalla terapia intensiva post-trapianto. Tra il 2019 e il 2024, l’unità che si occupa della trapiantologia pediatrica al Monaldi ha effettuato solo un trapianto. “Un solo intervento in cinque anni,” ribadisce Spirito.
La storia di Pamela è emblematica: attaccata al Berlin Heart, dispositivo vitale per i bambini in attesa di un trapianto, ha vissuto diciassette mesi di complicazioni, incluse infezioni causate dalle attrezzature. Morì a causa di un’infezione da escherichia coli e una emorragia cerebrale senza mai ricevere un cuore compatibile. “Tentammo di farla trasferire al Bambin Gesù,” ricorda Spirito, ma il tribunale negò il permesso.
Nella serata di ieri, l’Azienda ospedaliera dei Colli, che include il Monaldi, ha comunicato di aver “acquisito gli atti dei procedimenti disciplinari” e ha deciso di sospendere due dirigenti medici coinvolti nella vicenda di Domenico. Tale decisione segue le gravi problematiche riscontrate e segna un passo verso la responsabilizzazione degli operatori sanitari coinvolti.