Nuove misure di sicurezza dopo la violenza a Torino
Roma, 2 febbraio 2026 – Dopo il sabato di guerriglia urbana che ha devastato Torino e ferito oltre cento uomini delle forze dell’ordine, il centrodestra ripropone un giro di vite sulla sicurezza, tema al centro della riunione di governo convocata per oggi dalla premier Giorgia Meloni, dopo la visita in ospedale ad Alessandro Calista, l’agente aggredito con calci, pugni e con un martello da un gruppo di antagonisti. Al centro del vertice di governo le nuove norme del decreto sicurezza, al momento fermo sul tavolo del Viminale. Ma che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già mercoledì, come vorrebbe il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, riporta Attuale.
“Noi siamo pronti e speriamo, non per la cronaca delle ultime ore, speriamo perché è giusto, che ci siano dentro tutte le norme che servono”, puntualizza Salvini. Quanto alla riunione che, a quanto si apprende, dovrebbe tenersi in tarda mattinata a palazzo Chigi, e dovrebbe mettere a punto gli ultimi passaggi prima del via libera “per poter ripristinare le regole in questa Nazione”, parteciperanno oltre alla premier e a Salvini, anche Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Tra le misure che rientreranno nel nuovo decreto, c’è sicuramente quella che introduce uno ‘scudo penale’ per cittadini e forze dell’ordine “in presenza delle cause di giustificazione del reato come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi e stato di necessità”, che quindi non verranno iscritti sul registro degli indagati. Inoltre, è prevista una stretta sull’utilizzo e la vendita di coltelli, specialmente da parte dei più giovani. Il nuovo pacchetto sicurezza includerà anche la norma che prevede lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa, e la norma che riduce i ricongiungimenti familiari (“perché un conto è accogliere chi scappa dalla guerra, un conto è accogliere anche gli altri 20 amici e parenti”).
Non mancherà, infine, la proposta di un fermo preventivo, anche per più di 12 ore, 48 ore secondo la richiesta di Salvini. Questo insieme a misure che prevedono l’eliminazione del sostegno a chi commette reati e che grava sulle spalle dei cittadini italiani.
Rispondendo alla Cgil, che ha definito incostituzionale la richiesta di una cauzione per manifestare, Salvini ha ricordato che alla Lega fu chiesta in passato, e “nessuno gridò allo scandalo”. Il vicepremier ha poi aggiunto: “Coloro che si recano in Questura e firmano con nome e cognome la richiesta per un corteo devono garantire personalmente, tramite un’assicurazione, una cauzione o una fideiussione. Penso che nessuno gridi al regime, altrimenti i danni alle cose – per quelli alle persone ci penseranno i giudici – finiscono per pagarli tutti i cittadini. Anche i centri sociali dovranno garantire personalmente, perché purtroppo certi disordini avvengono quando le manifestazioni sono organizzate da quei ‘galantuomini’; abbiamo già iniziato a farli sgomberare uno per uno”.
Che disastro! Torino è diventata una zona di guerra e ora vogliono fare leggi più severe. Ma queste misure serviranno davvero? Le manifestazioni vengono da anni di frustrazione! È un circolo vizioso difficile da rompere. Bisogna affrontare le cause e nn solo gli effetti.