Il governo italiano sta preparando un nuovo pacchetto sicurezza, caratterizzato da misure più severe relative al porto di armi e coltelli, alla sicurezza urbana e al controllo delle manifestazioni pubbliche. La bozza, visionata da fonti interne, include circa sessanta articoli e si propone di affrontare con maggiore fermezza le questioni legate alla criminalità e all’ordine pubblico, riporta Attuale.
Coltelli sotto stretta sorveglianza
Tra le principali novità, vi è l’introduzione del divieto di porto di particolari strumenti atti a offendere, in particolare coltelli con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a 5 centimetri. Coloro che violeranno questa disposizione rischiano pene da 1 a 3 anni di carcere. Inoltre, per coltelli superiori agli 8 centimetri, la reclusione va da 6 mesi a 3 anni, con aggravanti se il reato viene commesso in situazioni particolari come in gruppi o in luoghi sensibili. Il pacchetto prevede anche sanzioni fino a 1.000 euro per chi non supervisiona un minore in possesso di un coltello, oltre a un divieto di vendita di questi strumenti ai minorenni, anche online.
Fermo preventivo, perquisizioni e controlli stradali
Le forze dell’ordine potranno trattenere fino a 12 ore le persone sospetti di rappresentare un pericolo in occasione di manifestazioni pubbliche, specialmente se mascherate o con casco. Saranno possibili perquisizioni in luoghi pubblici tra le 23 e le 4, per prevenire atti di violenza. In aggiunta, chi non si ferma all’alt della polizia durante i controlli stradali rischia pene da sei mesi a cinque anni di carcere, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del veicolo. I prefetti potranno istituire “zone rosse” e adottare misure preventive per garantire la sicurezza.
Aggravanti per delitti contro giornalisti, espulsioni più facili
La proposta legislativa include anche aggravanti per chi commette delitti contro giornalisti nell’esercizio delle loro funzioni, insieme a misure più accelerate per revocare permessi di soggiorno a chi viene trovato in possesso di armi da taglio. Inoltre, sia i cittadini sia le forze dell’ordine non saranno iscritti nel registro degli indagati qualora si verifichino giustificazioni del reato, come legittima difesa o adempimento di doveri.
La stretta anti-ong
Infine, la bozza introduce una stretta anti-Ong, consentendo l’interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Questa misura potrà durare fino a trenta giorni, prorogabile fino a un massimo di sei mesi, mediante delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.