Nuove regole per le piscine: dagli obblighi di copertura esterna ai controlli aggiornati

30.07.2025 21:35
Nuove regole per le piscine: dagli obblighi di copertura esterna ai controlli aggiornati

Ogni anno, in Italia, si registrano in media 328 decessi per annegamento. Recentemente, un tragico evento ha colpito Gallipoli, dove un bambino di 7 anni ha perso la vita in una piscina. Questo dramma ha portato all’attenzione del Consiglio dei ministri un nuovo disegno di legge riguardante le piscine, che ha ricevuto il consenso necessario. Il 30 luglio, oltre a questa questione, è stato presentato al Senato un altro ddl che riguarda le terme. Tuttavia, al di là di questo clima estivo, emerge un problema serio che il nuovo provvedimento intende affrontare: la sicurezza delle piscine. Il messaggio centrale del ddl è evidente fin dall’inizio: l’annegamento rappresenta una delle cause più comuni di morte accidentale nella vita quotidiana. Le proposte incluse nel testo si rivolgono sia alle piscine pubbliche che a quelle private e domestiche, riporta Attuale.

Sono 328 i morti all’anno per annegamento

I dati parlano chiaro. Secondo quanto riportato da Istat, in Italia si contano annualmente circa 328 decessi per annegamento. Tra il 2017 e il 2021, sono stati registrati 1.642 decessi, di cui 206 riguardano bambini e adolescenti di età compresa tra 0 e 19 anni. Questo si traduce in circa 41 vittime all’anno, con una netta predominanza maschile, dato che l’81% delle morti infantili avviene tra i maschi. Le piscine domestiche, purtroppo, sono frequentemente il teatro di simili tragedie, con il 53% degli annegamenti in queste strutture che coinvolgono bambini fino a 9 anni. Sebbene il rischio aumenti con l’età, la fascia 1-4 anni presenta una maggiore incidenza rispetto a quella 5-9 anni. Gli adolescenti rappresentano il 53.4% di tutti i casi di annegamento tra 0 e 19 anni.

Manca un assetto normativo che valga per tutto il Paese

Questa situazione mette in evidenza «l’insufficienza dell’attuale assetto normativo» applicabile a livello nazionale. Infatti, non tutte le Regioni dispongono di una legislazione completa sulla sicurezza e la salute dei bagnanti e dei fruitori delle piscine. Di conseguenza, il testo normativo suggerisce la necessità di una legge dello Stato per definire uno standard di sicurezza uniforme su tutto il territorio.

Per le piscine domestiche c’è l’obbligo della copertura esterna

Tra le innovazioni più significative, l’articolo 23 del disegno di legge stabilisce delle norme per le piscine domestiche, classificate come «piscine di categoria B». Nel comma 3 si specifica che tali piscine devono essere dotate di dispositivi di sicurezza atti a garantire igiene, prevenzione degli incidenti e la riduzione del rischio di annegamento. Questo comporta l’obbligo di avere un salvagente anulare ogni 100 metri quadrati e un «dispositivo di protezione» per chiudere la piscina e mitigare i pericoli. Le opzioni comprendono una barriera invalicabile o un telo rigido, entrambi comportanti costi aggiuntivi per i proprietari. Una barriera invalicabile potrebbe costare decine di migliaia di euro, mentre un telo in PVC si aggira attorno a qualche centinaio di euro.

Più controlli e aumentano anche le sanzioni

Il disegno di legge prevede anche un inasprimento dei controlli per le piscine pubbliche. Si introduce un sistema di supervisione a due livelli: uno interno, da parte del gestore della piscina, e uno esterno, sotto la responsabilità delle Asl. Quando le aziende sanitarie locali riscontrano irregolarità, possono prescrivere delle correzioni «in base alla gravità del caso». Le sanzioni amministrative possono aumentare in caso di violazioni ripetute, fino a giungere alla chiusura dell’impianto. In particolare, ai gestori che non assicurano la sorveglianza dei bagnanti possono essere inflitte sanzioni che variano da 1.000 a 6.000 euro. Anche il superamento del numero massimo di bagnanti consentito comporta sanzioni, il cui importo base viene maggiorato proporzionalmente in base al numero di soggetti in eccesso presenti nell’impianto.

Arriva la sanzione se non comunichi l’apertura della piscina all’Asl

Infine, sono previste sanzioni anche per la mancata comunicazione di apertura della piscina all’Asl. Anche i possessori di piscine domestiche saranno obbligati a segnalare l’avvio dell’uso della vasca e a garantire adeguata manutenzione e sicurezza dell’impianto.

Foto in evidenza di Thomas Park su Unsplash

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