Nuovo scontro tra la Garante per l’infanzia e i servizi sociali sulla famiglia del bosco a Vasto

15.03.2026 14:45
Nuovo scontro tra la Garante per l'infanzia e i servizi sociali sulla famiglia del bosco a Vasto

Nuovi sviluppi sulla vicenda della famiglia del bosco: lo scontro tra istituzioni continua

Vasto, 15 marzo 2026 – Gli scontri e le polemiche continuano a caratterizzare la vicenda della famiglia del bosco, dove i tre bambini, ormai da mesi, sono rinchiusi in una struttura protetta a Vasto, dopo l’allontanamento dai genitori e dalla loro casa nel bosco di Palmoli, riporta Attuale.

Recentemente, un nuovo scontro istituzionale si è originato tra la Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni, che ha visitato i minori giovedì scorso, e i servizi sociali della casa famiglia, con accuse reciproche riguardo al mancato incontro tra Terragni e l’assistente sociale incaricata. Tuttavia, tra le polemiche emerge una novità per la gestione della situazione: “Gli operatori della casa famiglia”, si legge in una nota del legale dei servizi sociali, “hanno ripristinato buone relazioni con i minori, facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento, e pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”.

Inoltre, l’avvocata Maria Pina Benedetti, rappresentante del servizio sociale dei comuni dell’Alto Vastese, ha dichiarato che le affermazioni della Garante sono “non corrispondenti alla realtà” sia in merito al “funzionamento del servizio sociale che alla preparazione, competenza e condotta dell’assistente sociale assegnata al nucleo familiare”. Benedetti ha anche sottolineato che “le assistenti sociali dell’Ecad 14 operano tutte con competenza, acquisita con studi accademici, esami di stato abilitanti alla professione, formazione continua, supervisione ed esperienza”.

In risposta alle accuse mosse, la Garante Terragni ha negato categoricamente quanto affermato dai servizi sociali sul presunto mancato incontro, affermando: “Con le balle – sottolinea – non si va da nessuna parte e l’interlocuzione diventa sempre più complicata. L’assistente sociale non si è resa disponibile a un colloquio con me. I servizi sociali non mi hanno nemmeno dato il contatto telefonico, che ho dovuto reperire per altre strade”. Inoltre, ha evidenziato che, sebbene “i bambini stiano fisicamente bene, la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende, considerati i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti”.

Benedetti ha concluso sottolineando che “la risonanza mediatica data da un’autorità di garanzia a fatti non verificati ha esposto il professionista incaricato e l’intero servizio a una gogna pubblica e a potenziali rischi per la sicurezza personale, oltre a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Sul piano giudiziario, il presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, lascerà il suo incarico ad aprile e potrebbe guidare quello di Perugia. Sarà sostituita da Nicoletta Orlando, ex deputata del Pci-Pds, in attesa della ratifica del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Angrisano è attualmente sotto scorta per le minacce ricevute sui social.

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