Nuovo vertice di maggioranza per discutere sulla manovra di bilancio in Italia

26.10.2025 07:36
Nuovo vertice di maggioranza per discutere sulla manovra di bilancio in Italia

Il disegno di legge di Bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri e pronto a intraprendere il suo percorso al Senato la prossima settimana, continua a generare polemiche nonostante gli appelli della premier Giorgia Meloni. Il pacchetto di 18,7 miliardi, principalmente derivante da fondi Pnrr (5,1 miliardi), tagli e un prelievo su banche e assicurazioni (4,4 miliardi), ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria dello Stato. Le questioni principali riguardano le modalità di utilizzo di questi fondi, riporta Attuale.

IL VERTICE

Per gestire la situazione, è stato fissato un nuovo vertice di maggioranza con la premier Meloni, probabilmente martedì prossimo. Il Carroccio ha attaccato i banchieri, sottolineando che alcuni di loro sono risultati “sorprendenti e irritanti”. L’idea è che finanziare sanità, famiglie e imprese debba essere considerato un “dovere morale”, e per questo si promette che il partito presenterà emendamenti in Parlamento per “rafforzare il contributo”. Il leader della Lega, Matteo Salvini, discuterà di queste proposte mercoledì con il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti.

LEO: IL SALDO È ZERO

Tuttavia, le possibilità di essere creativi nel bilancio sono estremamente limitate. Il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha affermato che i saldi devono rimanere invariati. L’eliminazione della tassa sugli affitti brevi, richiesta da Forza Italia, costerebbe 100 milioni, mentre ridurre i budget ministeriali comporterebbe un onere nettamente superiore di 7 miliardi totali, di cui 2,2 miliardi solo per il prossimo anno. A subire il maggior impatto sarà proprio il ministero di Salvini. Una fonte di finanziamento aggiuntiva potrebbe essere utile, ma l’ulteriore intervento sulle banche sembra complesso: il raggiungimento di un accordo ha richiesto settimane di lavoro e le banche desiderano confermare le modifiche relative alla svalutazione dei crediti e agli interessi passivi. Altri argomenti chiave durante l’esame parlamentare includeranno il rafforzamento delle Forze dell’Ordine, risorse per i trasporti e il welfare familiare.

TAGLI E RIPROGRAMMAZIONI

Il cuore della manovra consiste nella revisione dei residui, con 10,4 miliardi di stanziamenti non utilizzati che spariranno nei prossimi tre anni: 7,2 miliardi verranno rinviati oltre la legislatura e 3,2 miliardi saranno cancellati. Sono previsti rifinanziamenti per un totale di 8 miliardi, concentrati su pochi grandi capitoli, ma ciò non compenserà i tagli. Il Ministero delle Infrastrutture subirà le riduzioni più significative, con 754 milioni nel 2026 e 1,2 miliardi nel triennio, a cui si aggiungono 1,3 miliardi di investimenti slittati. Altri ministeri colpiti includono Ambiente, Interni e Cultura, che registrano tagli consistenti.

NODO INFRASTRUTTURE

Le metropolitane subiranno riprogrammazioni per 80 milioni: 50 milioni per la Metro C di Roma, 15 per la M4 di Milano e 15 per il collegamento Napoli-Afragola, con fondi da riallocare tra il 2029 e il 2030. L’assessore Patanè ha avvertito che il ridimensionamento potrebbe ostacolare la stipula della convenzione con Roma Metropolitane per il 2026, suscitando preoccupazioni anche per i fondi già contrattualizzati. Inoltre, opere strategiche come il Ponte sullo Stretto rimangono in sospeso, con la Corte dei conti che ha sollevato dubbi su costi e iter progettuali.

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