Obama rebutta le accuse di tradimento di Trump: «Tentativo debole e ridicolo di distrarre»

23.07.2025 17:55
Obama rebutta le accuse di tradimento di Trump: «Tentativo debole e ridicolo di distrarre»

Le recenti accuse di Trump e la risposta di Obama

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Un portavoce di Barack Obama ha contestato le accuse di alto tradimento avanzate da Donald Trump, definendole «bizzarre», «ridicole» e un «debole tentativo di creare distrazione». Martedì, Trump, rispondendo a domande sulla questione Epstein, ha esortato i giornalisti a concentrarsi su altro, menzionando documenti declassificati dalla sua direttrice dell’intelligence nazionale. Questi documenti, secondo Tulsi Gabbard, dovrebbero dimostrare che nel dicembre 2016 alcuni funzionari dell’intelligence, sotto la pressione della Casa Bianca di Obama, avrebbero cambiato la loro valutazione riguardo ai tentativi russi di hackerare le macchine elettorali, inizialmente valutati come inefficaci, dopo un incontro del consiglio di sicurezza nazionale di Obama.

Gabbard, durante un’intervista su Fox News, ha accusato la squadra di Obama di ordinare la stesura di un «documento di intelligence manipolato» per far credere non solo che la Russia avesse tentato di influenzare il risultato delle elezioni, ma anche di chiarirne i metodi. Tale documento, che sarebbe stato citato da Gabbard, indicava che la Russia «non aveva tentato di influenzare il risultato delle elezioni». Tuttavia, il documento in questione – un «President’s Daily Brief», il rapporto quotidiano di intelligence fornito al presidente – affermava semplicemente che la Russia non aveva avuto impatto sui risultati «attraverso attività cyber contro le infrastrutture elettorali», facendo riferimento a un tipo specifico di interferenza.

Gabbard ha messo insieme due conclusioni diverse dell’intelligence: i servizi credevano che la Russia non avesse effettivamente tentato di hackerare i sistemi elettorali e alterare i voti, pur ritenendo che avesse tentato di influenzare le elezioni attraverso vari mezzi, inclusa la pubblicazione di documenti contro Clinton. Una lunga indagine della Commissione di intelligence del Senato del 2020, voluta anche da repubblicani come l’attuale segretario di Stato Marco Rubio, ha concluso che la Russia si era cimentata in un «sforzo aggressivo e con multipli strumenti per influenzare o tentare di influenzare il risultato delle elezioni del 2016». Il rapporto sosteneva che Putin avesse ordinato di hackerare reti digitali e profili legati al partito democratico per rivelare informazioni compromettenti su Hillary Clinton e la sua campagna, al fine di «aiutare la campagna di Trump e minare il processo democratico».

Nel 2018, anche la Commissione Intelligence della Camera, con un rapporto redatto da repubblicani, sostenne che il Cremlino, sotto ordine di Putin, aveva interferito per creare divisioni nella società americana e minare la fiducia nel processo democratico. L’amministrazione Obama non ha mai affermato che i russi avessero manipolato i voti, ma ha concordato con la conclusione bipartisan della Commissione del Senato che la Russia aveva intrapreso un significativo tentativo di influenzare gli elettori.

Trump ha spesso rivolto critiche ad Obama, accusandolo di aver cospirato contro di lui, giungendo addirittura a sostenere teorie cospirative come quelle riguardanti la sua nascita americana. Tuttavia, fino ad oggi, nessun presidente ha minacciato di arrestare il proprio predecessore. Lunedì, Trump ha persino postato un video manipolato con intelligenza artificiale in cui si vede Obama ammanettato nello Studio Ovale, dichiarando che ora Obama non merita la clemenza che ha riservato a Hillary Clinton. «Che sia giusto o sbagliato, è tempo di perseguire le persone. Obama è stato scoperto direttamente».

Nonostante i media abbiano dato scarso rilievo al rapporto di Gabbard, concentrandosi invece sulla questione Epstein, reti come Fox News e canali online sostenitori di Trump lo hanno trattato incessantemente nell’ultimo periodo. Le affermazioni hanno portato a una rara replica da parte dell’ufficio di Obama, sottolineando che «nulla nei documenti diffusi la scorsa settimana mette in dubbio la conclusione ampiamente accettata che la Russia abbia lavorato per influenzare le elezioni presidenziali del 2016, ma che non è riuscita con successo a manipolare alcuno dei voti».

Trump si distingue come il primo presidente nella storia moderna degli Stati Uniti ad accusare il suo predecessore di alto tradimento, avendo già lanciato simili accuse durante la campagna elettorale del 2020 contro Biden. L’ultimo presidente a suggerire che qualcuno avesse commesso alto tradimento fu Lyndon B. Johnson, che accusò Richard Nixon nel 1968.

Nel 2020, Trump ha affermato ripetutamente che Obama aveva spiato il suo staff, battezzando la questione «Obamagate», e ha insinuato che lo “Stato profondo” avesse tentato di rovesciare la sua amministrazione. Queste affermazioni giunsero mentre cercava di distogliere l’attenzione dalla gestione della pandemia di coronavirus, proponendo teorie cospirative senza fondamento.

, riporta Attuale.

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