‘Occhi spaccanti’ diventa un marchio per contrastare i tormentoni social

14.08.2025 07:15
‘Occhi spaccanti’ diventa un marchio per contrastare i tormentoni social

Dopo settimane di rumors e meme, Raoul Bova ha deciso di reagire. L’attore romano, seguendo il consiglio del suo legale e della sua ex suocera Annamaria Bernardini De Pace, ha presentato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy due domande di registrazione basate sulle frasi del messaggio vocale inviato alla modella Martina Ceretti e che sono state diffuse da Fabrizio Corona, diventando virali. Questi famosi ‘occhi spaccanti’ potrebbero presto ottenere lo status di marchio registrato. Questa mossa, secondo le intenzioni di Bova, mira a limitare la diffusione dei messaggi che lo coinvolgono, riporta Attuale.

“La nostra iniziativa è volta a fermare la diffusione illecita dei contenuti audio”, ha dichiarato Bernardini De Pace. “Tutta la documentazione è attualmente sotto esame presso l’ufficio Brevetti. Ci vorranno alcune settimane, ma se riceveremo l’approvazione, quelle frasi non potranno essere utilizzate senza il consenso di Raoul, altrimenti si rischieranno sanzioni”. Dopo l’emergere dello scandalo, Bova ha anche preso in considerazione la possibilità di avviare un’azione legale contro Ryanair e il Napoli Calcio, che avevano fatto uso ironico degli audio coinvolti nella vicenda sui social media.

Il 6 agosto, il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria per verificare eventuali violazioni della normativa sulla privacy e le regole deontologiche dei giornalisti. Questo sviluppo segna un passo significativo in una questione in crescita che coinvolge la gestione delle informazioni personali e la responsabilità di chi diffonde contenuti online. L’attenzione pubblica rimane alta, e non è chiaro come si evolverà la situazione nei prossimi giorni.

Questi eventi sollevano questioni importanti su temi di privacy e diritto all’immagine, specialmente in un’epoca in cui la diffusione virale di contenuti può accadere in un istante. Le azioni di Bova potrebbero stabilire un precedente significativo sia per le celebrità che per gli utenti della rete, sottolineando la necessità di tutelare la propria immagine e privacy contro l’uso improprio di contenuti personali. Mentre ci si prepara a vedere quale sarà l’esito delle richieste di registrazione del marchio, l’attenzione rimane alta sia nel settore legale che in quello dell’intrattenimento, dove gli esperti continuano a monitorare queste dinamiche in evoluzione.

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