Roma, 9 agosto 2025 – In preparazione per l’esodo di agosto, il panorama del turismo italiano si presenta come “un’estate al ribasso”. Oggi, si prevede il transito di circa 13 milioni di auto, con una giornata caratterizzata da un bollino nero sulle strade e autostrade. “Sebbene non sia una situazione disastrosa, osserviamo un calo. Abbiamo atteso agosto per confermare questa tendenza. Un mese che storicamente non ci ha mai deluso, ma che quest’anno evidenzia una diminuzione delle presenze turistiche. Per il ponte di Ferragosto, si stimano 12 milioni e 400 mila presenze, con una riduzione di 2 milioni e mezzo rispetto all’anno passato: ciò comporta un calo del 2-3% nelle occupazioni alberghiere. Questa flessione colpisce soprattutto gli italiani”, riporta Attuale.
Ombrelloni chiusi
La situazione sulle spiagge è altrettanto preoccupante, con un numero inferiore di turisti e molteplici ombrelloni chiusi durante la settimana, mentre i consumi risultano ai minimi storici. Secondo una prima analisi del Sindacato Italiano Balneari, a luglio si è registrata una riduzione del 15% delle presenze, con picchi del 25% in Calabria ed Emilia-Romagna. Tuttavia, Sardegna e Puglia mostrano segni di crescita. Allo stesso tempo, Fiba Confesercenti ha segnalato un calo del 25-30% nelle presenze tra giugno e luglio. Questo fenomeno sottolinea la difficoltà economica delle famiglie italiane, tanto che in Veneto il consorzio arenili di Caorle ha introdotto promozioni sconto fino al 30% sugli ombrelloni per prenotazioni di 1-4 giorni durante la settimana.
Strutture ricettive
Nel mese di luglio, i dati del Ministero del Turismo indicano un tasso di occupazione Ota (rapporto tra strutture ricettive disponibili e vendute su piattaforme online) del 43,2%, in calo rispetto al 47,9% di giugno. Le prospettive per agosto sono ancor più allarmanti, con soltanto il 32,2% degli alloggi prenotati.
Le tipologie di alloggio scelte
Un’indagine di Tecnè, commissionata da Federalberghi, rivela che la maggior parte degli italiani (28,8%) trascorrerà le vacanze presso parenti e amici, mentre il 26,3% opterà per un hotel. Seguono le case di proprietà in località turistiche (11,9%), i bed & breakfast (7,7%), i campeggi (7%), le case in affitto (5,3%) e i residence (4,9%).
Meno presenze nelle località turistiche
“Il calo delle presenze – spiega Messina – è principalmente attribuibile alle crisi internazionali e all’aumento del costo della vita. Gli italiani viaggiano meno quest’anno e quando lo fanno, preferiscono brevi soggiorni. Questo ha un impatto significativo su un settore turistico che l’anno scorso aveva beneficiato dell’interruzione COVID. I numeri non tornano più”. Inoltre, un’altra variabile che ha frenato le attività estive è il clima. “Durante la settimana di Ferragosto ci aspettiamo di non raggiungere l’overbooking, ma – sottolinea Messina – ci saranno numeri significativamente migliori rispetto al resto dell’estate, dato che il caldo sta tornando”.
Colpa dei rincari?
Le vacanze del 2025, secondo i calcoli del Codacons basati su dati Istat, vedono un incremento medio del 30% rispetto ai costi pre-Covid del 2019: +56,6% per i pacchetti vacanze; +40,6% per hotel, motel e pensioni; +12,7% per villaggi vacanza e campeggi; +22,7% per b&b e case vacanza; +32,7% per stabilimenti balneari. “In un contesto in cui i costi aumentano in ogni settore, i rincari sono fisiologici – commenta Messina –. Siamo, però, contrari a maggiorazioni indiscriminate e speculazioni”.