L’UE si mostra divisa sulla crisi in Medio Oriente
L’Unione Europea cerca di mantenere un equilibrio tra fermezza e prudenza di fronte alla crescente guerra in Medio Oriente, allineandosi principalmente con Stati Uniti, Israele e le nazioni del Golfo. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha esortato alla “de-escalation e al ritorno alla diplomazia”, condannando con decisione “gli attacchi iraniani contro gli alleati regionali”, riporta Attuale.
Le cancellerie europee percepiscono questa nuova crisi come un ulteriore fattore di destabilizzazione. Von der Leyen ha convocato per domani un collegio straordinario dei commissari, ristretto ai portafogli della sicurezza e della difesa, creando così un embrione di “war room”.
Sebbene il fronte europeo ufficialmente si presenti unito, tra i 27 Stati membri iniziano a emergere voci discordanti. Parigi e Berlino guidano il gruppo più istituzionale, con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, insieme al premier britannico Keir Starmer nel formato E3, che hanno condannato con fermezza gli attacchi iraniani e hanno richiesto una ripresa dei negoziati, evitando però di stigmatizzare l’iniziativa statunitense. Accenti più favorevoli verso gli Usa sono stati espressi da Belgio, Repubblica Ceca e Ungheria, mentre la posizione più critica è arrivata dalla Spagna; il premier socialista Pedro Sanchez ha denunciato le “azioni militari unilaterali, foriere di ulteriore instabilità”.