Okamura pone come condizione la revisione dei permessi di soggiorno per gli ucraini

08.09.2025 12:30
Okamura pone come condizione la revisione dei permessi di soggiorno per gli ucraini
Okamura pone come condizione la revisione dei permessi di soggiorno per gli ucraini

Il leader del movimento di estrema destra Libertà e Democrazia Diretta (SPD), Tomio Okamura, ha dichiarato che una delle condizioni per l’ingresso del suo partito in un futuro governo sarà la revisione dei permessi di soggiorno concessi ai cittadini ucraini. Lo ha affermato in un dibattito trasmesso dall’emittente televisiva Nova il 6 settembre, notizia rilanciata da Radio Prague International. Secondo Okamura, solo coloro che occupano posti di lavoro poco richiesti dai cechi dovrebbero avere il diritto di restare nel Paese. La maggioranza degli ucraini vive in Repubblica Ceca grazie ai visti di protezione temporanea introdotti dopo l’inizio della guerra.

Impatto sociale ed economico degli ucraini in Repubblica Ceca

Il leader dello SPD ha giustificato la sua posizione citando problemi legati alla scarsità di alloggi in affitto e all’aumento delle code nei poliambulatori. Ha inoltre promesso che, in caso di ingresso al governo, i simboli ucraini saranno rimossi dagli edifici statali. Tuttavia, i dati della Servizio di sicurezza e informazione (BIS) mostrano un quadro diverso: alla fine del 2024 oltre 390 mila ucraini risiedevano legalmente nel Paese con status di protezione, di cui circa 249 mila occupati. Il 90% di questi lavora in regola, contribuendo con tasse e assicurazioni al bilancio nazionale. La loro presenza sostiene in particolare i settori con carenza di manodopera e si stima che favorisca una crescita del PIL di circa l’1,2% annuo. Limitare la loro permanenza rischierebbe di generare carenze nel settore edilizio, nei servizi e nell’industria.

Conseguenze politiche e internazionali

Le elezioni parlamentari si terranno il 3 e 4 ottobre 2025 e, secondo l’ultimo sondaggio STEM, lo SPD otterrebbe il 12,9% dei voti, posizionandosi al terzo posto. Il movimento di Okamura, noto per il suo euroscetticismo e le critiche a NATO e sanzioni contro la Russia, potrebbe quindi diventare parte di una coalizione guidata dal leader di ANO, Andrej Babiš. Quest’ultimo ha già annunciato l’intenzione di sospendere l’iniziativa sulle munizioni destinate a Kiev. Anche il presidente Petr Pavel ha ammesso che non può garantire il proseguimento del sostegno militare a Kiev dopo le elezioni. Un governo con la partecipazione dello SPD potrebbe dunque accentuare le tensioni con la Commissione europea, ridurre il sostegno all’Ucraina e rafforzare i legami con Mosca.

Rischi per la stabilità interna ed europea

La proposta di Okamura solleva interrogativi sulla conformità della Repubblica Ceca agli obblighi umanitari dell’UE. Un giro di vite sui permessi di soggiorno metterebbe a rischio la sicurezza e la stabilità di migliaia di famiglie ucraine già integrate, aumentando l’incertezza legale e spingendo alcuni verso la clandestinità. Misure di questo tipo potrebbero inoltre alimentare sentimenti xenofobi e fornire spazio di manovra ai gruppi radicali. Sul piano geopolitico, tali posizioni rispecchiano gli interessi del Cremlino, che mira a ridurre il sostegno occidentale a Kiev e a diffondere un’immagine negativa degli ucraini nei Paesi membri dell’UE, con potenziali conseguenze sulla coesione europea.

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