Olena Zelenska: la tragedia della guerra e l’urgenza di salvaguardare i bambini ucraini

03.12.2025 12:35
Olena Zelenska: la tragedia della guerra e l'urgenza di salvaguardare i bambini ucraini

Missile ipersonico russo devasta Ternopil, 36 morti e 120 feriti

KIEV – All’alba di qualche giorno fa, un palazzo di Ternopil è stato completamente sbriciolato da un missile ipersonico russo. Il bilancio è di trentasei morti e 120 feriti. Olena Zelenska, la first lady ucraina presente in città, ha dichiarato: «Purtroppo, vediamo che da voi la gente si sta stancando, è stufa di sentire notizie dall’Ucraina: ‘Quanto manca ancora?’, chiedono. Ma noi non abbiamo scelta, mi spiace: o moriamo tutti, o continueremo a mandare notizie…», riporta Attuale.

Olena Zelenska, 47 anni, architetta in aspettativa e madre di due figli, ha vissuto momenti difficili quali quello di Ternopil, nel quale sono morti anche sette bambini. In un’intervista al quotidiano francese Libération, ha descritto la scena tragica di un padre che cullava la bara bianca del figlio al cimitero: «È stato insopportabile. Orribile. Lo ricorderò per il resto della mia vita».

Il tema dei bambini è particolarmente angosciante, considerando che, secondo gli ucraini e l’Onu, oltre ventimila bambini sono stati deportati in Russia e meno di duemila sono riusciti a tornare, molti dei quali scampati a una russificazione forzata in villaggi siberiani. In un piano di pace proposto da Trump e Putin, la questione dei bambini è relegata a un sottotitolo, come se si trattasse di una leggenda metropolitana e non di un crimine di guerra.

Olena Zelenska ha lanciato il programma “Bring Kids Back” per identificare e rimpatriare i bambini rapiti. Il programma è presentato in tutto il mondo, mentre martedì è stata a Parigi, mentre il marito, il presidente Volodymyr Zelensky, incontrava per la decima volta Emmanuel Macron: «Non posso rimanere indifferente ai bambini – ha detto la first lady – e non solo perché sono madre. Uno degli obiettivi è il sostegno alle famiglie che crescono i bambini rimasti orfani. Stiamo anche ristrutturando i rifugi antiaerei nelle scuole, le mense e le cucine, per garantire il diritto allo studio».

In Ucraina sono stati creati ospedali e centri di salute mentale per adolescenti, poiché molti soffrono di grave depressione e il numero di suicidi è in aumento. La restituzione di luoghi martoriati come Bucha e Borodyanka è fondamentale: «È straordinario vedere come si stiano ricostruendo e diventando più belle, come la vita stia tornando, come la comunità prosperi. Le persone hanno bisogno d’energia per vivere, per gioire. E la ricostruzione esterna ci aiuta a ricostruire dall’interno».

Nonostante le difficoltà, Zelenska sottolinea che la vita continua: «Se pensi solo alle bombe, la vita si ferma. Ma nessuno in Ucraina, tra chi è rimasto, può pensare solo al pericolo. Ogni mattina, dopo i bombardamenti notturni, ci alziamo e andiamo al lavoro».

Durante il suo intervento al Quai d’Orsay, ha evidenziato che, sebbene sia un periodo difficile, la rapidità dei cambiamenti porta anche speranza: «La cosa peggiore è la stagnazione, quando non succede nulla e tutti restano ad aspettare. Questa turbolenza, queste prove sono un passo necessario».

Infine, catalizzando l’attenzione sull’Europa, ha affermato: «Non vorrei che l’Europa diventasse insensibile. Per favore, non dimenticateci».

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