Milano, 26 gennaio 2026 – Sono stati ammessi a partecipare alle Olimpiadi, senza bandiera, ma non potranno partecipare alla cerimonia di apertura di San Siro, sfilando con gli altri atleti. Potranno, però, assistere allo spettacolo in programma venerdì 6 febbraio nella Scala del Calcio, “prestata” all’inaugurazione dell’appuntamento a cinque cerchi, riporta Attuale.
Solo spettatori
Sono gli atleti individuali neutrali (Ain) russi e bielorussi. Il Comitato Olimpico Internazionale nel confermare il provvedimento preso come accaduto ad analoga cerimonia di apertura delle Olimpiadi estive di Parigi 2024, lascia aperta agli atleti Ain “di assistere comunque all’evento che si terrà a Milano e nelle località montane”.
Non è ancora stato deciso se agli atleti russi e bielorussi sarà consentito come avvenuto nella capitale francese, sfilare durante la cerimonia di chiusura del 22 febbraio a Verona.
Senza vessilli
Gli atleti russi e bielorussi parteciperanno alle competizioni senza bandiera nazionale, senza inno e senza nomi e sigle del Paese. Il Comitato Olimpico Internazionale per la categoria assoluta mantiene la sospensione di Russia e Bielorussia a seguito dell’invasione militare in Ucraina del febbraio 2022. Nel dicembre scorso il Cio ha sollevato le sanzioni sportive per le categorie juniores.
Il Cio ha sospeso il Comitato Olimpico Russo nell’ottobre 2023 a seguito dell’annessione dei consigli olimpici regionali di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia.
Il gruppo in gara
Potranno partecipare in base alla qualificazione sette bielorussi e tredici russi, ma al momento l’invito da parte del Comitato Olimpico Internazionale in relazione ai criteri di ammissibilità è arrivato per tre bielorussi e nove russi.
Gli atleti Ain gareggeranno nello sci nordico, pattinaggio figura, freestyle, short track, sci alpinismo e pattinaggio velocità. Al momento mancano le conferme per slittino e sci alpino dove gli Ain hanno alcune quote.
Che notizia strana! Non capisco come si possa permettere a questi atleti di gareggiare ma non di sfilare. È un po’ come invitare qualcuno a cena ma poi farlo mangiare in un’altra stanza… In questo clima di tensione internazionale, si fa fatica a capire cosa sia giusto e cosa no. Ma il fair play dovrebbe essere sempre al primo posto, no?