Oltre 70 atti di sabotaggio in Regno Unito collegati alla Russia

25.08.2025 17:30
Oltre 70 atti di sabotaggio in Regno Unito collegati alla Russia
Oltre 70 atti di sabotaggio in Regno Unito collegati alla Russia

Il 24 agosto 2025 il Milwaukee Independent ha pubblicato un’inchiesta secondo cui oltre 70 attacchi di sabotaggio registrati nel Regno Unito dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 sarebbero riconducibili a Mosca. Secondo l’indagine, i servizi segreti russi reclutano giovani attraverso i social network, affidando loro incendi, piazzamento di ordigni e azioni di sorveglianza. Quattro rappresentanti delle intelligence europee hanno espresso preoccupazione per l’aumento del rischio di gravi ferite e persino di vittime, poiché sabotatori inesperti hanno provocato incendi vicino a zone residenziali e impianti industriali, o hanno tentato di fabbricare esplosivi senza competenze. L’inchiesta completa è stata pubblicata su Milwaukee Independent.

Un nuovo modello di operazioni segrete

Secondo le informazioni raccolte, dopo l’espulsione di centinaia di agenti russi dall’Europa a seguito del caso Skripal del 2018, Mosca ha dovuto modificare il proprio approccio, abbandonando l’uso di ufficiali sotto copertura e puntando su una rete di intermediari e collaboratori esterni. Questo ha reso le operazioni più economiche e difficili da ricondurre direttamente ai servizi segreti russi, ma allo stesso tempo ha aumentato i rischi per la popolazione civile. L’uso di esecutori improvvisati spiega l’ondata di incendi e esplosioni con tracce minime che riconducono al Cremlino.

Reclutamento attraverso social e piattaforme digitali

Le indagini hanno rivelato che la Russia utilizza canali come Telegram per individuare adolescenti e giovani uomini. Il metodo prevede una progressione: test di lealtà, piccoli incarichi retribuiti e, in seguito, ordini di eseguire sabotaggi veri e propri. Questi individui, considerati “materiale usa e getta” da Mosca, vengono spinti a compiere atti pericolosi senza alcuna preparazione. Tra gli obiettivi principali figurano magazzini, hub logistici, nodi di telecomunicazioni e imprese legate al sostegno all’Ucraina, con l’obiettivo di interrompere le forniture, far crescere i costi assicurativi e generare perdite economiche.

Preoccupazioni europee e possibili contromisure

Le agenzie di intelligence europee avvertono che l’“amatorializzazione” delle operazioni di sabotaggio innalza il rischio di disastri civili e dovrebbe essere considerata come una forma di terrorismo di Stato mascherata. Gli esperti sostengono che tali attacchi vadano affrontati con strumenti coordinati: sanzioni mirate contro organizzatori e intermediari, maggiore responsabilità per le piattaforme online utilizzate per il reclutamento, creazione di “watch-list” condivise tra i Paesi UE e NATO, oltre a una stretta collaborazione con assicuratori e operatori logistici per ridurre l’impatto economico delle azioni. Un approccio unitario potrebbe diminuire gli incentivi economici per le reti di sabotaggio e aumentare i costi per i loro sponsor.

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