Il 24 agosto 2025 il Milwaukee Independent ha pubblicato un’inchiesta secondo cui oltre 70 attacchi di sabotaggio registrati nel Regno Unito dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 sarebbero riconducibili a Mosca. Secondo l’indagine, i servizi segreti russi reclutano giovani attraverso i social network, affidando loro incendi, piazzamento di ordigni e azioni di sorveglianza. Quattro rappresentanti delle intelligence europee hanno espresso preoccupazione per l’aumento del rischio di gravi ferite e persino di vittime, poiché sabotatori inesperti hanno provocato incendi vicino a zone residenziali e impianti industriali, o hanno tentato di fabbricare esplosivi senza competenze. L’inchiesta completa è stata pubblicata su Milwaukee Independent.
Un nuovo modello di operazioni segrete
Secondo le informazioni raccolte, dopo l’espulsione di centinaia di agenti russi dall’Europa a seguito del caso Skripal del 2018, Mosca ha dovuto modificare il proprio approccio, abbandonando l’uso di ufficiali sotto copertura e puntando su una rete di intermediari e collaboratori esterni. Questo ha reso le operazioni più economiche e difficili da ricondurre direttamente ai servizi segreti russi, ma allo stesso tempo ha aumentato i rischi per la popolazione civile. L’uso di esecutori improvvisati spiega l’ondata di incendi e esplosioni con tracce minime che riconducono al Cremlino.
Reclutamento attraverso social e piattaforme digitali
Le indagini hanno rivelato che la Russia utilizza canali come Telegram per individuare adolescenti e giovani uomini. Il metodo prevede una progressione: test di lealtà, piccoli incarichi retribuiti e, in seguito, ordini di eseguire sabotaggi veri e propri. Questi individui, considerati “materiale usa e getta” da Mosca, vengono spinti a compiere atti pericolosi senza alcuna preparazione. Tra gli obiettivi principali figurano magazzini, hub logistici, nodi di telecomunicazioni e imprese legate al sostegno all’Ucraina, con l’obiettivo di interrompere le forniture, far crescere i costi assicurativi e generare perdite economiche.
Preoccupazioni europee e possibili contromisure
Le agenzie di intelligence europee avvertono che l’“amatorializzazione” delle operazioni di sabotaggio innalza il rischio di disastri civili e dovrebbe essere considerata come una forma di terrorismo di Stato mascherata. Gli esperti sostengono che tali attacchi vadano affrontati con strumenti coordinati: sanzioni mirate contro organizzatori e intermediari, maggiore responsabilità per le piattaforme online utilizzate per il reclutamento, creazione di “watch-list” condivise tra i Paesi UE e NATO, oltre a una stretta collaborazione con assicuratori e operatori logistici per ridurre l’impatto economico delle azioni. Un approccio unitario potrebbe diminuire gli incentivi economici per le reti di sabotaggio e aumentare i costi per i loro sponsor.