Ombre cinesi sul Vecchio Continente
Cosa ci facevano grandi manager da Cina, Regno Unito ed Europa a Cambridge, appena qualche giorno fa? Si sono dati appuntamento nel prestigioso ateneo britannico per una sorta di «conclave» a trazione pechinese. L’ultima prova tangibile di come, in questa fase di tensioni e incertezze globali, i cinesi cerchino di guadagnare influenza e farsi amicizie nel Vecchio Continente. L’Unione, tuttavia, in queste ore è concentrata sul seguito della partita sui dazi e sulle ricadute della stretta di mano di domenica tra Ursula von der Leyen e Donald Trump in Scozia. Molte le voci critiche, poche quelle favorevoli. Una sola certezza: il Continente è profondamente diviso, riporta Attuale.
Ci spostiamo poi a Gaza. L’Ipc, organismo per la sicurezza alimentare supportato dall’Onu, parla di «scenario peggiore di carestia». Il conteggio dei morti supera le 60.000 vittime. Niente che smuova Netanyahu. Il premier israeliano ha presentato ai suoi ministri un piano per forzare la mano di Hamas: accettate il cessate il fuoco o annetteremo parte della Striscia. E l’Idf recluta influencer per fare promozione sui social.
Chiudiamo con tre notizie: la Russia mette al bando il «satanismo» (e su Telegram c’è chi si chiede ironicamente se potrà continuare ad ascoltare gli AC/DC); un 27enne, partito da Las Vegas, entra in un grattacielo di New York armato di fucile semiautomatico e uccide quattro persone; e l’Arkansas dà la caccia a un killer misterioso.
Buona lettura.
1. A Cambridge va in scena la «Trilaterale di Pechino»
Un conclave semi-segreto ha riunito il gotha delle industrie di Stato cinesi assieme alle figure apicali delle maggiori aziende britanniche ed europee: è quanto si è svolto nei giorni scorsi all’università di Cambridge, al Jesus College, già noto per i suoi stretti rapporti con Pechino. L’occasione è stata il Celp (China Executive Leadership Programme), evento annuale di due settimane che ha assunto una particolare valenza a fronte dei sommovimenti geo-politici globali in corso.
La lista dei partecipanti ha impressionato: da parte cinese erano presenti i vertici dei colossi nel campo dell’aviazione, energia, minerario e comunicazioni. Da parte occidentale, invece, spiccavano nomi come il presidente di Shell, il ceo di Nestlé e il ceo della banca HSBC. Una sorta di riunione della Trilaterale, ma a trazione cinese.
2. «Giorno buio», «l’accordo migliore»: l’Unione spaccata sui dazi
Dopo la reazione positiva iniziale del cancelliere tedesco Friedrich Merz – «tutelati i nostri interessi fondamentali» – l’Europa ha mostrato una certa accettazione per quanto accaduto, con la voce pacata e pessimistica del primo ministro francese François Bayrou, che ha parlato di un «giorno buio» per l’alleanza di popoli liberi.
Bayrou ha destato scetticismo, con i commentatori che notano la facoltà della Francia di non imporsi maggiormente. Al contrario, il commissario per il commercio Maros Sefcovic ha dichiarato che si è trattato del «miglior accordo possibile».
3. Le difficoltà europee, gli obiettivi dell’economia Usa
Molti sono rimasti delusi da Ursula von der Leyen e dalla sua scelta di cedere sui dazi, accettando quelli del 15% sui prodotti europei e promettendo acquisti per un valore di 750 miliardi di dollari in energia. Tuttavia, l’esperto Elmar Hellendoorn sottolinea che l’Europa fatica ad accettare questa nuova realtà geopolitica.
Il testo dell’accordo dovrà chiarire gli impatti che tali decisioni avranno sui prezzi al consumatore, ma già gli economisti avvertono che i danni potrebbero rivelarsi consistenti.
4. Investimenti e acquisti: il ruolo chiave delle aziende private
Si discute molto a Bruxelles sui 600 miliardi di investimenti promessi da Ursula von der Leyen a Trump. Questi provengono esclusivamente da aziende private. Nonostante ciò, la Commissione ha respinto l’idea di coinvolgere le aziende di Stato, focalizzandosi solamente sulle imprese private.
5. La Confindustria francese parla di «umiliazione»
Il presidente della Confindustria francese, Patrick Martin, ha espresso considerazioni estremamente critiche nei confronti dell’accordo con gli Usa, definendolo «quasi un’umiliazione» per l’Europa. Martin ha ammonito che l’Europa deve rivendicare i propri diritti e non mostrarsi arrendevole nei negoziati futuri.
6. Gaza oggi | «È lo scenario peggiore, la carestia»
Nella Striscia di Gaza si sta confermando uno scenario catastrofico, come evidenziato dall’Ipc. Oltre 60.000 vittime e un crescente allarme per la malnutrizione. Netanyahu ha comunicato la sua intenzione di annettere aree di Gaza in caso di mancata accettazione del cessate il fuoco da parte di Hamas.
7. Influencer nella Striscia insieme all’Idf
Un gruppo di influencer ha visitato Gaza in un tour organizzato dall’esercito israeliano. L’obiettivo è contrastare la narrazione dei media sociali e mostrare una realtà diversa, sebbene vi siano segnalazioni sulle difficoltà umanitarie nella regione.
8. Taccuino mediorientale | Il viaggio di Qaani, la sete di Teheran
Il comandante della Divisione Qods, Esmail Qaani, ha recentemente visitato Baghdad per colloqui con i dirigenti delle formazioni armate locali. Restano da chiarire le condizioni in cui ha operato, soprattutto rispetto al contesto attuale di tensione.
9. E Mosca mette al bando anche il «satanismo»
La Corte suprema russa ha dichiarato fuorilegge il «Movimento internazionale del satanismo». Tuttavia, molti considerano tale decisione discutibile, dato che non esiste una vera e propria organizzazione simile. La società russa continua a dibattere l’importanza di tali misure.
10. Sangue e terrore a Manhattan
Una sparatoria a Manhattan ha causato la morte di quattro persone, inclusa una guardia di sicurezza nell’edificio di Blackstone. L’autore del crimine, un 27enne di Las Vegas, ha aperto il fuoco in un noto grattacielo prima di suicidarsi.
11. Il killer misterioso dell’Arkansas
Un’efferata uccisione ha scosso l’Arkansas, con una famiglia attaccata durante un’escursione. Le indagini sono in corso per identificare il colpevole, che è attualmente ricercato.