Operai deceduti nella fossa biologica, Cgil denuncia lavoro nero e si indaga per omicidio colposo

05.08.2025 21:45
Operai deceduti nella fossa biologica, Cgil denuncia lavoro nero e si indaga per omicidio colposo

Venezia, 5 agosto 2025 – Due operai sono deceduti mentre lavoravano in una cisterna per la raccolta di residui biologici a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. Purtroppo, i due, un 39enne e un 22enne, sono andati a morire senza essere consapevoli dei rischi che stavano affrontando, dal momento che il loro impiego era in nero. Questo significava, tra l’altro, che non avevano ricevuto alcuna formazione adeguata né le giuste dotazioni di sicurezza, riporta Attuale.

I due lavoratori, Sayed Abdelwahab Mahmoud e Ziad Saad Abdou Mustafa, entrambi provenienti dall’Egitto e richiedenti asilo, sono stati vittime di esalazioni tossiche presenti nella cisterna, dove l’Ulss aveva già segnalato la presenza di idrogeno solforato.

Saye e Ziad non avevano competenze specifiche per occupazioni simili; erano stati impiegati per pulire le vasche fognarie interrate di una grande villa, un tempo sede di un’azienda artigianale e, più di recente, utilizzata come centro di accoglienza per immigrati.

Cgil Venezia: “Lavoravano in nero”

Daniele Giordano, segretario generale della Cgil di Venezia, ha commentato: “I due lavoratori che ieri hanno perso la vita a Santa Maria di Sala lavoravano in nero. È un fatto grave, che evidenzia come una parte della nostra economia si sviluppi nel sommerso, danneggiando i diritti di lavoratrici e lavoratori”.

Omicidio colposo contro ignoti

Le irregolarità sono emerse a seguito delle indagini condotte dallo Spisal e dai carabinieri. La procura di Venezia ha avviato un’inchiesta, attualmente contro ignoti, ipotizzando un omicidio colposo. I due operai, infatti, erano ufficialmente privi di contratto e non lavoravano per alcuna ditta.

Nonostante ciò, si usa voce che i due fossero impiegati da una ditta di traslochi, chiamati per verificare l’intervento effettuato in precedenza da un’altra azienda specializzata negli spurghi, relativa alle vasche biologiche della proprietà situata in via Desman, frazione di Veternigo.

Dovevano verificare il lavoro di altri

Si racconta che la nuova proprietaria della villa, una signora moldava che non ha alcun legame con l’incidente, avesse richiesto alla ditta di traslochi di trovare qualcuno per verificare se i pozzetti erano stati effettivamente ripuliti. Resta da chiarire chi abbia contattato i tre richiedenti asilo, giunti in Italia da pochi mesi in cerca di una vita migliore e che, purtroppo, hanno trovato la morte in circostanze tragiche.

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