Operazione ICE in Georgia: 475 arresti in uno stabilimento Hyundai per immigrazione illegale

06.09.2025 09:35
Operazione ICE in Georgia: 475 arresti in uno stabilimento Hyundai per immigrazione illegale

Raid dell’ICE in Georgia: 475 arresti in un impianto di produzione di Hyundai

L’ICE, l’agenzia federale americana responsabile del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, ha condotto un’imponente operazione contro l’immigrazione illegale identificata come la più significativa in un singolo luogo dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump. La retata ha portato all’arresto di 475 individui, in gran parte di nazionalità sudcoreana, che erano impiegati in un stabilimento per la produzione di auto elettriche Hyundai a Ellabell, vicino alla città di Savannah, riporta Attuale.

La maggior parte degli arrestati è stata trasferita a un centro di detenzione a Folkston, sempre in Georgia. Attualmente, nessuno di loro è stato accusato di reati. Secondo il dipartimento di Sicurezza Nazionale, i lavoratori erano entrati illegalmente negli Stati Uniti, avevano visti scaduti o visti non autorizzati per lavorare. Tuttavia, gli avvocati di alcuni arrestati sostengono che non appartengono a nessuna di queste categorie, suggerendo che la loro detenzione potrebbe non essere giustificata.

Tra gli arrestati figurano anche dipendenti dell’impianto di batterie gestito da HL-GA Battery Co., joint venture tra Hyundai e LG Energy Solution, la cui apertura è prevista per il prossimo anno, ma è già in parte operativa. Altri arrestati erano impiegati da appaltatori e subappaltatori del cantiere.

L’operazione di Ellabell si distingue non solo per il numero notevole di arresti, ma anche perché di recente, solo 46 dei 2.700 individui espulsi dagli Stati Uniti per violazioni delle leggi sull’immigrazione tra il 2023 e il 2024 erano di nazionalità sudcoreana. Inoltre, la retata è avvenuta in un sito produttivo considerato cruciale per l’economia della Georgia.

Donald Trump ha reso la lotta contro l’immigrazione illegale un tema centrale della sua campagna elettorale, e dalla sua rielezione ha intensificato gli sforzi in questa direzione, eseguendo operazioni molto controverse. A partire da gennaio, centinaia di persone sono state rimpatriate o espulse in paesi diversi da quelli d’origine, in alcuni casi attraverso processi sommari o senza che fossero formalizzate accuse.

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