Orban avverte l’Europa di una possibile grande guerra

04.10.2025 19:00
Orban avverte l’Europa di una possibile grande guerra
Orban avverte l’Europa di una possibile grande guerra

Il 3 ottobre 2025, il premier ungherese Viktor Orban ha rilasciato un’intervista a Kossuth Radio, esprimendo una posizione netta sulla guerra in Ucraina e sul ruolo dell’Ungheria nell’Unione Europea. Orban ha affermato che gli ungheresi non desiderano condividere il destino dell’Ucraina, sostenendo che la sorte del popolo ucraino sia legata a Mosca. “Ci dispiace per gli ucraini, li sosteniamo, sono eroi, ma non vogliamo una sorte comune”, ha dichiarato, sottolineando la volontà di evitare un coinvolgimento militare diretto contro la Russia.

Posizione ungherese su pace e negoziati

Il premier ha ribadito l’impegno di Budapest per la cessazione delle ostilità e la ripresa di negoziati diplomatici continuativi. Orban ha avvertito che cresce il rischio di una guerra su vasta scala in Europa, affermando: “Ritardi o mancate decisioni porteranno inevitabilmente a tragedie militari, con feriti e morti”. Ha posto l’accento sulla necessità di mantenere la sicurezza nazionale senza accollarsi i rischi di un conflitto diretto.

Tensioni all’interno dell’UE e accuse reciproche

Negli ultimi giorni, la posizione di Orban ha alimentato forti critiche in seno all’Unione Europea. Il 2 ottobre, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accusato l’Ungheria di ostacolare il dibattito comunitario durante un incontro informale a Copenaghen, contestando la resistenza di Budapest a discutere strategie comuni per la difesa e il sostegno all’Ucraina. Parallelamente, il premier polacco Donald Tusk ha replicato alle accuse di Orban circa il coinvolgimento dell’Europa in guerra.

Blocco delle decisioni UE e conseguenze geopolitiche

Attualmente l’Ungheria ha bloccato oltre il 40% delle decisioni dell’UE relative all’assistenza a Kiev, inclusi il Fondo europeo per la pace e le trattative sull’adesione. Questa posizione indebolisce la capacità dell’UE di operare come un attore unico in campo internazionale. Orban si oppone alla fornitura di armi all’Ucraina e all’accelerazione del suo ingresso nell’Unione, in contrasto con la maggioranza dei membri dell’UE, e la sua retorica rispecchia narrazioni vicine a quelle russe, sollevando preoccupazioni sulla possibile influenza di Mosca su Budapest.

Richieste di riforma dei meccanismi decisionali dell’UE

Il caso Orban evidenzia un crescente dibattito sulla necessità di riformare i meccanismi decisionali dell’UE. Diversi esponenti europei, tra cui il ministro degli Esteri lituano, chiedono di trovare soluzioni per aggirare il veto ungherese, valutando modifiche al principio di unanimità o misure temporanee per limitare il diritto di voto di Paesi che violano sistematicamente i valori comunitari. La politica di Budapest rappresenta una sfida strutturale per l’Unione, che coinvolge questioni di sovranità, rispetto dello Stato di diritto e coesione interna.

Impatto sulla stabilità europea e prospettive future

L’atteggiamento ungherese sotto la guida di Orban accentua tensioni già esistenti nell’UE e pone interrogativi sulla sua unità strategica di fronte alle sfide della sicurezza e della politica estera. La mancanza di un consenso europeo su queste questioni potrebbe compromettere la capacità dell’UE di affrontare efficacemente crisi future, aumentando il rischio di divisioni interne e di escalation dei conflitti.

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