Italia e il digital parenting: l’iniziativa di Antonio Palmieri
Roma, 26 gennaio 2026 – Troppo smartphone per i nostri ragazzi e il mondo si interroga: dal 10 dicembre l’Australia ha vietato l’uso dei social agli under 16, mentre medici e scienziati avvertono che questi dispositivi possono avere effetti devastanti sulla salute mentale e fisica dei giovani, causando depressione, sonno insufficiente e obesità. In Italia, l’ex presidente di Forza Italia, Antonio Palmieri, propone una nuova iniziativa: impedire l’uso di smartphone ai bambini fin dalla nascita. Palmieri, che ha influenzato la politica italiana per oltre trent’anni, ha creato i “Nove consigli digitali per neogenitori”, volti a garantire un utilizzo più consapevole della tecnologia. Una sperimentazione inizierà presto all’ospedale Cardarelli di Napoli, e già riceve il supporto del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, riporta Attuale.
“No, al contrario! Viva il buon uso della Rete. Stiamo vivendo un’epoca straordinaria, grazie alla tecnologia. Cose descritte finora solo dalla fantascienza”, afferma Palmieri, rispondendo a chi chiede se si sia mai pentito della Rete. Tuttavia, sottolinea la necessità di una maggiore attenzione e consapevolezza nell’uso della tecnologia: “Questa epoca straordinaria richiede straordinaria attenzione e consapevolezza. Consapevolezza è la parola chiave”.
Per Palmieri, l’educazione digitale non può essere relegata a una legge, ma deve essere promossa all’interno della famiglia. “L’educazione digitale deve iniziare dal primo giorno di vita del bambino, grazie ai comportamenti dei genitori”, afferma con determinazione.
Il primo consiglio che Palmieri propone è semplice ma efficace: “Allattare è uno sguardo, non uno scroll. Quando si allatta non bisogna guardare il telefono, ma il bimbo o la bimba. È un momento intimo fondamentale per creare connessione e sicurezza”. Palmieri riconosce che si tratta di un concetto basilare, tuttavia avverte che i genitori spesso dimenticano o trascurano questo aspetto cruciale.
Continua a insistere sulla necessità di interazioni dirette con i bambini, affermando: “Quando sei con il tuo bambino metti via il telefono: il legame si costruisce con la presenza. Niente schermo per calmare; si mangia guardandosi in faccia, non contemplando un video. I bambini imparano guardando: se ci vedono sempre con lo smartphone in mano, penseranno che la vita sia solo quella”.
Palmieri cita anche le opinioni dei neuroscienziati, affermando che nei primi anni di vita, il cervello dei bambini ha bisogno di relazioni fisiche e non digitali. “Almeno nei primi tre anni di vita, sì, i cellulari devono stare lontani dai bambini. Non lo dico io, ma i neuroscienziati. È una fatica, lo so, ma vale la pena provarci”, evidenzia.
Palmieri ha fondato la Fondazione Pensiero Solido, con l’obiettivo di educare i genitori e il pubblico sul corretto uso della tecnologia. “Restituisco ciò che ho avuto. Questa iniziativa è un modo per condividere esperienze e conoscenze”, spiega.
Riflettendo sul suo passato politico, Palmieri ricorda che anche Silvio Berlusconi, pur avendo un rapporto complicato con il digitale, era curioso e desideroso di imparare. “Quando gli lanciarono la statuetta a Milano, ricevemmo oltre 50 mila messaggi di solidarietà online. Creai un libro da quei messaggi, e Berlusconi scrisse l’introduzione”, racconta.
Infine, riguardo alla sua attuale iniziativa, Palmieri è convinto che Berlusconi “gli piacerebbe, ci scommetto”, mostrando così la sua continua fiducia nel potere della tecnologia utilizzata in modo responsabile per il bene delle nuove generazioni.