Intercettata la petroliera Grinch, sospettata di violare sanzioni internazionali
La petroliera Grinch, battente bandiera delle Comore e soggetta a sanzioni britanniche e dell’Unione Europea, è stata fermata ieri mattina nel Mediterraneo orientale, tra Almeria (Spagna) e Orano (Algeria), da unità della marina francese. Due elicotteri e una nave militare hanno costretto il comandante a dirigersi verso un punto di ancoraggio per ulteriori controlli, riporta Attuale.
La Grinch, che ha lasciato il porto russo di Murmansk il 28 dicembre scorso, è stata abbordata dalle forze francesi grazie alla cooperazione con alleati internazionali, ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron. Il ministro della Difesa britannico, John Healey, ha confermato che Londra ha fornito supporto assistendo l’operazione attraverso la nave HMS Dagger per il monitoraggio nel tratto di mare dello Stretto di Gibilterra.
Macron ha sottolineato che l’intervento è avvenuto «nel rigoroso rispetto della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare», enfatizzando l’impegno della Francia nel far rispettare il diritto internazionale e nell’applicazione delle sanzioni contro la flotta fantasma russa, che supporta il finanziamento della guerra di aggressione contro l’Ucraina. A ottobre, Macron aveva sollecitato una maggiore azione europea contro questa rete di navi, responsabile di aggirare le sanzioni e sostenere finanziariamente fino al 40% degli sforzi bellici russi.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso soddisfazione per l’operazione, affermando: «È esattamente il tipo di determinazione necessaria per garantire che il petrolio russo non finanzi più la guerra della Russia».
Questo intervento rappresenta la seconda operazione della Francia dopo il fermo della petroliera Boracay a settembre. Secondo i dati della società di analisi marittime Windward, il 38% delle navi sotto sanzione è registrato nelle Comore, seguite da Gambia, Camerun e Sierra Leone. Inoltre, secondo Clarksons Research, la flotta delle Comore è aumentata del 274% in un anno, mentre quella del Gambia ha registrato un incremento del 1000%, evidenziando come le leggi permissive di alcuni paesi, soprattutto africani, abbiano facilitato il camuffamento delle navi russe.
La flotta fantasma ha generato un notevole business e ha incoraggiato attività illecite, come dimostra il recente caso di vendite di certificati di navigazione falsificati a nome dell’isola di Matthew, un’isola disabitata nel Pacifico.
Incredibile!!! Ma come è possibile che queste petroliere riescano ancora a bypassare le sanzioni? Qui in Italia ci lamentiamo delle altezze delle bollette, e mentre noi stiamo attenti, altri continuano a fare affari. È ora di fare sul serio, altrimenti chi pagherà il prezzo della guerra?