Manifestazioni contro il riarmo europeo: tensione a Roma
Conflitti volanti e la ricerca di pace nelle strade evidenziano le frustrazioni delle persone e le sofferenze delle comunità. La manifestazione che si svolgerà a Roma domani, sabato 21 giugno, riassume un momento di crescente tensione, voluto da forze politiche, sindacali e associative, per opporsi al piano di riarmo europeo. Questo progetto trova resistenza anche all’interno della stessa maggioranza del Pd, che si distingue per la sua diversa visione rispetto ai soci del socialismo europeo e per la solidarietà verso il popolo palestinese di Gaza, duramente colpito negli ultimi 20 mesi a causa delle azioni militari successive agli attacchi di Hamas, riporta Attuale. La situazione è ulteriormente aggravata dai bombardamenti israeliani sull’Iran, volti a contrastare anticipatamente le intenzioni nucleari del regime della repubblica islamica, ritenuto oppressivo nei confronti della sua popolazione. Il piano di riarmo sembra essere sostenuto tanto dalla minoranza dem quanto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che vede l’europeismo come un principio fondamentale e identificativo del Partito Democratico, dal quale non è immaginabile discostarsi. Questo approccio è condiviso anche da vari alleati principali, compresi quelli della Spagna e della Germania, che, pur essendo in difficoltà, mantengono una certa speranza di prosperità insieme al partito del Nazareno.
La manifestazione di domani, dopo il successo registrato il 7 giugno, avrebbe potuto aspettarsi una partecipazione maggiore, ma si è trasformata in una difficoltà per il Pd. Abbiamo assistito a una corsa a ritirarsi piuttosto che a unirsi all’iniziativa. Il partito stesso ha dichiarato di non aderire, e la maggior parte dei suoi membri, inclusi i fedeli alla segretaria Elly Schleyn, sembra prendere le distanze. Beppe Provenzano, responsabile degli affari esteri, ha confermato a Sky che il partito aveva precedentemente sostenuto la manifestazione del 7, che si è tenuta congiuntamente agli alleati sotto lo slogan “Due popoli, due stati”. Anche Pierluigi Bersani, molto applaudito nel corso dell’ultimo appuntamento, non parteciperà, così come Rosy Bindi. Solo alcuni esponenti, come Arturo Scotto e gli europarlamentari Marco Tarquinicio e Celcilia Strada, si uniranno, mentre si esprime rammarico per l’assenza dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini.
La prudenza adottata dal partito è giustificata dalla crescente appropriazione della causa palestinese da parte del Movimento 5 Stelle e del suo leader Giuseppe Conte, che continua a intensificare le critiche contro i progetti di riarmo europeo. In previsione del prossimo vertice NATO, che potrebbe richiedere un ulteriore impegno da parte dei governi europei, con un aumento delle spese militari al 5% del PIL, Conte ha lanciato un appello ai leader progressisti europei attraverso una lettera aperta indirizzata a diversi quotidiani europei. “Invitiamo a riunirci all’Aia in quei giorni cruciali per dare voce a una visione alternativa di Europa”, ha scritto il presidente del Movimento 5 Stelle, esortando al dialogo per costruire un futuro migliore, minacciato dalla pericolosa corsa al riarmo.