Firenze, 6 agosto 2025 – La morte non conosce gerarchie, ma a volte si presenta in modo particolarmente crudele. Improvvisa e violenta, non guarda mai negli occhi. Così, il lutto si accompagna a una rabbia influenzata dalla domanda: si poteva evitare? Questo è il sentimento che avvolge le vittime della strada, come Gianni Trappolini, 56 anni, Giulia Santoni, 23, e Franco Lovari, 75, deceduti lunedì sull’A1 fra Arezzo e il Valdarno. Gianni e Giulia, entrambi membri della Misericordia di Terranuova Bracciolini, stavano riportando Franco in ospedale quando l’ambulanza in cui viaggiavano è stata investita da un camion, schiacciandoli contro il guard rail.
La Procura di Arezzo ha avviato un’indagine per omicidio stradale plurimo, mettendo sotto accusa il camionista di 57 anni, attualmente ricoverato a Careggi, il quale ha travolto il convoglio di veicoli in movimento lento. Il camion e la relativa scatola nera sono stati sequestrati. Mentre si attende che la giustizia faccia luce su questo tragico evento, una frase risuona nella mente di molti: ‘Non è giusto’. Non si tratta solo di uno sfogo, ma di una consapevolezza condivisa da Stefano Guarnieri, presidente di un’associazione intitolata al figlio Lorenzo, vittima di un incidente stradale a Firenze nel 2010: “Siamo di fronte a un sistema di mobilità inefficace”.
Stefano, quali sono le problematiche del sistema attuale?
“Il difetto risiede nel sistema stesso, che permette gravi incidenti, cosa che non accade con aerei, navi e treni. In queste modalità di trasporto, vengono attuati protocolli per evitare che un errore possa causare conseguenze letali”.
Quali soluzioni potrebbero essere adottate?
“Esistono già modelli di riferimento applicati nei paesi del nord Europa. Parlo del ‘safe system’, che si basa su cinque pilastri: Safe speed, rispetto dei limiti di velocità; Safe user, formare adeguatamente l’utente. Chi guida un veicolo deve essere consapevole della responsabilità che ha.
Safe roads, ovvero infrastrutture più sicure e Safe cars: i sistemi di assistenza alla guida (Adas) diventeranno obbligatori per i nuovi veicoli dal 2024. Questi sistemi contribuiscono a mantenere la distanza di sicurezza e forniscono assistenza nella frenata e nella prevenzione di uscita di strada, allertando il conducente in caso di stanchezza”.
E per i mezzi più datati?
“La maggior parte dei veicoli in circolazione in Italia appartiene a questa categoria. In questi casi, si potrebbe intervenire installando sistemi di warning per segnalare anomalie, il cui costo non è particolarmente elevato, oscillando tra i mille e i duemila euro”.
Ha menzionato cinque pilastri, ma ne ha trattati solo quattro. Qual è l’ultimo?
“Il quinto riguarda la gestione delle emergenze post-incidente, dove l’Italia mostra buone pratiche. Tuttavia…”
…Ma cosa ne pensa del tema educazione?
“C’è una mancanza di familiarità con le nuove tecnologie. Acquistiamo veicoli moderni e attrezzati, ma spesso non sappiamo usarli correttamente, disattivando così i sistemi di sicurezza. E riguardo al rinnovo delle patenti? ”
Le faccio una domanda a riguardo…
“Le patenti sono valide a vita, e questo è un problema. Non viene svolta una valutazione seria sulle condizioni di salute e non ci sono aggiornamenti. Ci sono persone che continuano a guidare fino a età avanzata, senza conoscere le ultime normative. Il sistema attuale, basato principalmente sull’auto privata, rappresenta un pericolo per tutti.”, riporta Attuale.