Perquisizione all’hotel di Roma per Ilaria Salis: «La polizia mi ha interrogato sulle mie intenzioni per il corteo»

28.03.2026 14:05
Perquisizione all’hotel di Roma per Ilaria Salis: «La polizia mi ha interrogato sulle mie intenzioni per il corteo»

L’attivista di AVS e attuale europarlamentare, Ilaria Salis, ha subito una perquisizione nel suo hotel a Roma alla vigilia di una manifestazione nazionale. Sabato 28 marzo, intorno alle 7:30, la polizia ha bussato alla sua porta senza alcun avviso, e l’hanno informata che si trattava di «accertamenti», secondo quanto riportato da Attuale.

Salis ha riferito che, nonostante fosse in possesso del tesserino da europarlamentare e avesse l’immunità confermata dal voto di Strasburgo nel mese di ottobre, il risveglio è stato traumatico. «Nessun verbale è stato redatto» durante l’operazione, che ha avuto una durata di oltre un’ora, e le domande degli agenti si sono concentrate sulle sue intenzioni riguardo al corteo che si sarebbe svolto nella capitale.

Il racconto di Ilaria Salis

Intervistata dal Corriere della Sera, Salis si è detta «provata e sconcertata». Ha spiegato: «Ho detto subito che sono una deputata europea, ma loro hanno continuato con le domande, chiedendo se avevo intenzione di andare alla manifestazione e se portavo con me oggetti per offendere». Nonostante il suo status di parlamentare europeo, gli agenti sembravano concentrare la loro attenzione soltanto sul suo coinvolgimento nel corteo.

Secondo la eurodeputata, questa procedura sarebbe anomala. «Appena li ho visti ho spiegato che sono una parlamentare, ma loro mi hanno cominciato a fare domande dirette sul corteo. “Ha intenzione di partecipare?” “Custodisce oggetti particolari?”», ha aggiunto Salis, la quale era a Roma per impegni legati al suo mandato e ha sottolineato l’inadeguatezza del comportamento della polizia.

L’operazione si è conclusa senza alcun documento formale. «Hanno deciso di non compilare alcun verbale. Se ne sono andati come se nulla fosse accaduto, ma era chiaro che erano intervenuti a causa della manifestazione odierna», ha dichiarato l’eurodeputata.

Le accuse e la detenzione

Ilaria Salis è già nota per essere stata detenuta per oltre un anno e quattro mesi a Budapest con l’accusa di aver partecipato a scontri contro gruppi neonazisti durante una manifestazione nel 2023. La sua elezione al Parlamento Europeo nel giugno 2024 ha segnato la sua liberazione, e solo pochi mesi fa, nell’ottobre 2025, la plenaria di Strasburgo aveva confermato la sua immunità con un esiguo margine di voto, considerata una «vittoria dell’Europa antifascista» da Salis stessa.

Cos’è e come funziona l’immunità parlamentare

Secondo le normative europee, l’immunità non è un privilegio personale, ma una garanzia che permette ai deputati di esercitare liberamente il loro mandato senza il rischio di persecuzioni politiche arbitrarie. Questa tutela implica che i parlamentari non possano essere ricercati, detenuti o perseguiti per le opinioni o i voti espressi nell’esercizio delle loro funzioni. Gli europarlamentari beneficiano di un’immunità duplice, essendo soggetti alle stesse prerogative dei membri del parlamento del proprio Paese sul territorio nazionale, mentre in ogni altro Stato membro sono esenti da provvedimenti di detenzione o procedimenti giudiziari. Questo strumento serve a garantire che le azioni di polizia o giudiziarie non siano utilizzate per ostacolare l’attività politica di un eletto.

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