Progresso nei negoziati per la pace in Ucraina, afferma Ursula von der Leyen
Un significativo passo avanti nei negoziati per una pace giusta e duratura in Ucraina è stato registrato durante il vertice dell’Unione Europea a Luanda, in Angola. Nonostante i progressi, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha avvertito che c’è ancora «molto lavoro da fare», riporta Attuale.
Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha sottolineato il nuovo ruolo dell’Unione nel processo di pace, evidenziando l’importanza di proseguire con determinazione come partner. Ha dichiarato che le questioni che riguardano direttamente l’UE, comprese le sanzioni e l’allargamento, richiedono un coinvolgimento completo delle istituzioni europee.
Recentemente, a Ginevra si sono svolti negoziati tra Stati Uniti, Ucraina e rappresentanti di vari stati europei, portando a una riduzione dei punti del possibile accordo di pace da 28 a 19. Tuttavia, le questioni più delicate rimangono in sospeso tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’ex presidente statunitense Donald Trump.
Von der Leyen ha richiamato l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani commesse, in particolare il rapimento di bambini ucraini, esortando gli europei a «rimanere uniti e a mantenere gli interessi dell’Ucraina al centro dei nostri sforzi».
Le principali questioni ancora da affrontare sono la modalità di finanziamento per Kiev e le garanzie di sicurezza. Questi temi saranno discussi in una prossima riunione virtuale della Coalizione dei Volenterosi, convocata dal presidente francese Emmanuel Macron. Ministeri del governo e leader europei stanno cercando soluzioni, ma l’opposizione del premier ungherese Viktor Orbán, che ha affermato: «Non daremo soldi per un conflitto impossibile da vincere», complica il consenso.
Inoltre, ci sono persistenze nei dubbi belgi sull’utilizzo degli asset russi immobilizzati per finanziare il prestito di riparazione a Kiev, mentre una proposta legale della Commissione Europea è attesa per consentire una decisione politica entro il prossimo mese. «È nostro dovere risolvere la questione dei beni congelati russi entro il Consiglio europeo di dicembre. Non possiamo permettere che l’Europa paghi per le azioni della Russia», ha affermato Donald Tusk.