Ponte Morandi: sette anni dal crollo che costò 43 vite, Mattarella parla di ferita indelebile

14.08.2025 11:55
Ponte Morandi: sette anni dal crollo che costò 43 vite, Mattarella parla di ferita indelebile

Roma, 14 agosto 2025 – Erano le 11.36 del 14 agosto 2018 quando, sotto un violento temporale che sembrava simboleggiare le lacrime di Genova per la tragedia imminente, il ponte Morandi crollò. Questa infrastruttura fondamentale, che fungeva da collegamento tra le diverse parti della città e con l’autostrada A10, crollò in un attimo, lasciando dietro di sé 43 vittime tra cui lavoratori, turisti e famiglie. I nomi di queste persone rimangono nella memoria collettiva non solo dei loro cari, ma di tutta la comunità genovese e del Paese. A testimoniare quanto accaduto è il Memoriale 14.08.2018, inaugurato a dicembre, un simbolo perenne della tragedia vissuta quel giorno, riporta Attuale.

Il momento di silenzio per le 43 vittime e il dolore che non passa

Un minuto di silenzio è stato dedicato nel luogo del crollo. Presso il nuovo viadotto San Giorgio, dove è stato eretto il memoriale, sono state deposte corone di fiori in omaggio alle vittime. Numerosi partecipanti, tra cui familiari delle vittime, si sono riuniti, visibilmente colpiti dall’angoscia. “È sempre molto difficile sopportare la mancanza dei nostri cari – ha commentato uno dei parenti – ma quest’anno sentiamo il dolore ancora più acuto”. Tra le autorità presenti, solo il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, per rappresentare il governo, affiancato dalle istituzioni locali, dal comitato Ricordo Vittime di ponte Morandi e dalle autorità religiose.

Mattarella: ferita indelebile, la sicurezza non ammette negligenza

“Il 14 agosto 2018 segna una pagina drammatica nella storia del nostro Paese: 43 vite spezzate, centinaia di persone costrette ad abbandonare le loro case. Una ferita indelebile nel cuore di Genova, della Liguria, dell’Italia”. Questo il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al sindaco di Genova, Silvia Salis. Il crollo del ponte Morandi, ha sottolineato il presidente, rappresenta un severo richiamo alle responsabilità, sia pubbliche che private, sulla sicurezza delle infrastrutture. Ha evidenziato l’importanza della rapida ricostruzione del viadotto Genova San Giorgio, sottolineando che la protezione delle infrastrutture è essenziale per garantire la sicurezza nella circolazione e che non tollera alcuna forma di negligenza. In questo contesto, la Repubblica si unisce al dolore delle famiglie delle vittime.

Rixi: aspettando la sentenza per conoscere le responsabilità

“Questa cerimonia ricorda una tragedia, un disastro che continua a interrogare gli italiani e le istituzioni affinché non si ripeta. Questa tragedia ha cambiato la vita di molte persone, me compreso, poiché quel giorno ero viceministro del governo Conte 1 e mi recai sul luogo del crollo immediatamente dopo la mia nomina”, ha dichiarato Rixi a margine della commemorazione. “In attesa della sentenza (dalla magistratura), dobbiamo urgente sapere di chi sono state le responsabilità, così da poter procedere su basi solide e apportare eventuali modifiche legislative necessarie”, ha concluso il viceministro.

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