Immigrazione in Italia: il Dossier Statistico 2025 denuncia una percezione distorta
ROMA – La presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2025, avvenuta questa mattina al Nuovo Teatro Orione di Roma, ha scatenato una riflessione profonda su come la società italiana percepisca il fenomeno migratorio. Secondo Luca Di Sciullo, presidente del Centro studi e ricerche Idos, molti italiani vedono l’immigrazione solo come “caricature grottesche” create da manipolatori, trasformando i migranti in “bersagli della rabbia collettiva per i mali endemici mai risolti dell’Italia”, riporta Attuale.
Di Sciullo ha inaugurato la sua relazione con esempi di stereotipi consolidati come “ci rubano il lavoro” e “non pagano le tasse”, affermando che queste idee, pur smentite dai fatti, continuano a alimentare un’immagine di “immigrazione immaginaria”, mentre i “migranti in carne e ossa” sono raramente incontrati nella vita quotidiana.
Il presidente di Idos ha sottolineato che non sorprende vedere i “potenti di oggi” riflettere una regressione collettiva, perseguendo politiche che favoriscono “triste esultanza” tra organizzazioni criminali e datori di lavoro disonesti. Sono infatti questi ultimi a sfruttare le difficoltà di decine di migliaia di rifugiati. Ha evidenziato come circa “un miliardo di euro” venga speso inutilmente per centri in Albania e come le politiche attuali non facciano altro che alimentare un ciclo di vulnerabilità per i migranti.
Di Sciullo ha richiamato l’attenzione sulla morte di almeno 33.000 migranti negli ultimi dieci anni, sottolineando come la società italiana accetti questa realtà in nome della sacralità dei confini. Ha inoltre criticato il recente tentativo di riforma della legge sulla cittadinanza come “retrogrado” e “intoccabile”. Il presidente ha proposto sei misure, che definisce degne dell’“italianità autentica”, per migliorare la situazione:
- Abolire il “contratto di soggiorno”, strumento di ricatto per i datori di lavoro;
- Ripristinare il permesso di soggiorno per ricerca lavoro, permettendo un incontro diretto tra lavoratori e datori;
- Creare canali di collegamento tra titolari di protezione e mercato del lavoro;
- Fare dei corridoi umanitari una politica ordinaria, per contrastare i trafficanti;
- Revocare il Memorandum con la Libia, che esternalizza la gestione delle frontiere;
- Abrogare i Cpr e sostituirli con centri aperti per il reinserimento degli irregolari.
Il Dossier, che conta 91 capitoli e 512 pagine, è frutto del lavoro di 130 autori provenienti da 22 università, oltre a 55 associazioni, enti pubblici e sindacati, supportati da 31 esperti in un comitato scientifico. Sarà presentato in tutte le regioni italiane nei prossimi mesi, contribuendo a una discussione necessaria e urgente sull’immigrazione in Italia.