Primarie freno per il centrosinistra: Conte minimizza, attesa per la coalizione

02.04.2026 05:55

Frenata Generale sulle Primarie del Centrosinistra

Il centrosinistra sta affrontando una netta frenata nelle sue primarie. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che inizialmente aveva lanciato la sua candidatura a poche ore dalla vittoria referendaria del No, ora minimizza l’importanza delle primarie. Nonostante ciò, afferma che le primarie rimangono “il modo migliore” per risolvere la contesa con la leader dem Elly Schlein, riporta Attuale.

Ieri, Conte ha ribadito che l’idea delle primarie non è esclusiva dei 5 Stelle, ma ha scelto di esprimere il suo sostegno soltanto dopo aver percepito un “vento nuovo” derivante dalla partecipazione e dall’esito del referendum. Secondo lui, il miglior approccio per affrontare la sfida nazionale sono le primarie. Il leader 5 Stelle intende infatti capitalizzare la sua popolarità, supportata dai sondaggi e dal fatto di essere un bersaglio preferito della destra, così come dai risultati referendari, particolarmente favorevoli al Movimento nel Mezzogiorno.

Nel contesto attuale, diversi analisti invitano Schlein a considerare la possibilità di ritirarsi a favore di Conte, per evitare il rischio di un’eventuale sconfitta in primarie di ampio respiro. Anche un esponente di rilievo del Partito Democratico come Goffredo Bettini ha suggerito che “la generosità può venire strada facendo”, facendo riferimento a un ritiro strategico. I leader del centrosinistra devono ora concentrarsi sulla costruzione di una coalizione, che potrebbe includere formazioni come Avs e Italia viva, insieme a una componente civica e moderata che si sta organizzando.

La discussione sulla riforma della legge elettorale continua a essere centrale nel dibattito politico. L’attuale legge prevede che non ci sia obbligo di indicare una candidatura alla premiership, un fatto enfatizzato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che potrebbe ambire a un ruolo di premier. Tuttavia, l’ombra di Giorgia Meloni rimane presente, e risulta evidente che semplicemente opporre un’altra squadra potrebbe non essere sufficiente. In uno scenario influenzato dal Rosatellum, è probabile che non ci siano vincitori, complicando ulteriormente il quadro per il PD. Schlein, pur non volendo sostenere il governo attuale, ha bisogno di una strategia che conduca a una coalizione e leadership vincente, altrimenti rischia di trovarsi in una posizione debole.

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